L’urlo del padre di Pasma: «Ora pretendo giustizia»

«Cristiani e musulmani uniti nella preghiera, questo è il dono che ci ha fatto Pasma». Mohamed Oueslati, il padre della ragazza di 13 anni investita e uccisa giovedì sera ad Ardea, ha voluto cominciare così, in maniera serena, l’intervento per la commemorazione della figlia, avvenuto ieri pomeriggio nel piazzale della scuola media Virgilio, dove lei frequentava la III P. Intervento chiuso però dal dolore e dalla rabbia con l’appello: «Ora voglio giustizia». Intanto la giovane che ha investito la figlia fuggendo senza soccorrerla, Monica Iacoangeli, impiegata di 27 anni, anche lei di Ardea, è stata scarcerata. Mohamed Oueslati, nel ricordare la figlia ha ringraziato tutti coloro che sono stati vicini alla sua famiglia, «una famiglia distrutta, rovinata», e ha aggiunto di non volere «il male di nessuno, ma solo giustizia». Vicino a lui la moglie Dalila, che ieri è uscita per la prima volta di casa dopo la tragedia. Ancora sotto shock continuava a ripetere «Angelo mio» e a chiedersi il motivo della morte della figlia. Anche la sorella di Pasma, Ameni di 16 anni e il fratellino Hilmi, di 9, hanno partecipato alla cerimonia. Per Pasma fiori bianchi, palloncini, i pensieri dei compagni di classe e una maglia regalata da Totti. Tante lacrime e volti sconvolti fra i giovanissimi che si sono stretti intorno alla piccola bara.