L’urlo di Al Qaida: «Conquisteremo Roma»

Il gruppo terroristico «Ansar al Sunna» minaccia anche l’Italia. «Fatwa» palestinese invita a uccidere il Pontefice. Manifestazioni di protesta in vari Paesi

Nicola Greco

da Milano

Il mondo musulmano più estremista non accetta ragioni né giustificazioni: il discorso del Papa a Ratisbona è un’offesa all’islam e a Maometto, e il Papa si merita di morire. Le correnti islamiche radicali utilizzano le affermazioni di Benedetto XVI per istigare le masse arabe e islamiche contro l’Occidente e la Chiesa cattolica. In prima fila la rete terroristica di Al Qaida, che approfitta dell’occasione per ribadire le minacce all’Occidente. «Conquisteremo Roma come promesso dal profeta», minaccia il Consiglio dei mujaheddin, sigla della guerriglia irachena in cui è confluita la cellula locale di Al Qaida in un comunicato diffuso sul web. Le dichiarazioni del Papa «sono una mobilitazione a favore della guerra dei crociati dichiarata da Bush». Il messaggio non risparmia i toni apocalittici: «Diciamo al servo dei crociati: ti devi aspettare la sconfitta... Diciamo agli infedeli e ai tiranni: dovete aspettarvi la sofferenza. Noi continueremo la nostra jihad», aggiunge il comunicato.
Subito dopo, un secondo messaggio è stato diffuso sulla rete dal gruppo iracheno «Ansar al Sunna», che in passato ha rivendicato numerosi attacchi ed esecuzioni in Irak. Anche qui minacce agli occidentali, e in particolare all’Italia. «Noi vi riserviamo soltanto la spada come risposta alla vostra arroganza», afferma il gruppo. Il Papa, aggiunge rivolto ai «crociati», «seguace di Satana in Vaticano, oggi è orgoglioso del suo odio per i musulmani. Si avvicina il giorno in cui gli eserciti dell’islam distruggeranno i loro rifugi a Roma».
Parte della stampa araba insiste con la condanna e la richiesta di scuse, agitando lo spettro di un «conflitto tra le due più grandi religioni monoteiste del mondo», come scrive il giornale egiziano Al Sharq. Mentre il saudita Al Yom afferma che le idee espresse dal Papa rientrano «nel quadro di una corrente di pensiero in accordo totale con le idee dell’estrema destra degli Stati Uniti sul conflitto tra civiltà. Questa ideologia fa rullare i tamburi di guerra». L’«errore del Papa equivale a mille», titola il panarabo Asharq al Awsat, mentre Al Hayat mette in guardia che se «le accuse occidentali non cesseranno, il fossato si farà ancora più profondo, le operazioni terroristiche continueranno, e la lotta all’estremismo fallirà... La collera musulmana è come un fuoco impetuoso capace di distruggere tutto».
Se qualche giornale adotta una linea più moderata, chiedendo che Ratzinger «si spieghi meglio» (è il caso dell’egiziano Al Akhbar), in alcuni Paesi sono continuate le proteste di piazza. A Bassora, in Irak, alcune centinaia di persone hanno bruciato un pupazzo raffigurante Ratzinger. Il responsabile dei circa venti milioni di musulmani cinesi ha accusato il Papa di avere «insultato» l’islam; in Algeria un portavoce governativo ha definito «un pericoloso sviluppo» le affermazioni del Pontefice; in Siria, il patriarca Agnatios IV Hazim ha espresso «profonda preoccupazione» in un messaggio inviato a Roma. E gli integralisti palestinesi hanno emesso una fatwa (editto religioso) in cui si invita a uccidere il Pontefice. Anche se l’autore della fatwa non è noto, ambienti palestinesi ben informati assicurano che si tratta di un esponente religioso molto noto, che fino a poco tempo fa ricopriva una carica importante in un Paese arabo. Una piccola manifestazione di protesta inscenata da poche decine di giovani si è svolta ieri davanti alla nunziatura apostolica a Teheran. Mentre in Kashmir alcune organizzazioni separatiste hanno proclamato uno sciopero generale a pochi giorni dall’inizio del Ramadan. Chiuse le scuole e i negozi e paralizzato il trasporto pubblico.