L’Urss ingannò persino i propri soldati

Gli esiti della repressione del 1968 in Cecoslovacchia non sono limitati a quei terribili mesi. Uno degli esempi più evidenti è quello di Alexander Dubcek. «Normalizzata» la situazione, l’ormai ex segretario generale del PCC fu spedito come ambasciatore in Turchia ed espulso, sei mesi dopo, dal partito. Cominciò così il suo autoesilio a Bratislava. Nell’89 conobbe una nuova, breve primavera: fu eletto presidente dell’Assemblea federale. Nell’autunno ’92 morì in un misterioso incidente. In quei giorni avrebbe dovuto recarsi a Mosca per testimoniare, assieme al premier polacco Piotr Jaroszewicz, sul ruolo del Kgb nell’invasione di Praga. Strana coincidenza: l’1 settembre 1992 il polacco fu assassinato in circostanze mai chiarite.