L’UTILE SCONTRO SUGLI SCONTRINI

Fare il nostro mestiere, se ci si crede e non lo si prende in modo impiegatizio, è sempre e comunque la cosa più bella del mondo. Fare il nostro mestiere al Giornale, con la massima libertà e con lettori partecipi di un progetto, è ancor meglio. Fare il nostro mestiere al Giornale di Genova e della Liguria, una famiglia più che una semplice testata, è qualcosa di indescrivibile a parole, roba da pelle d’oca. Insomma, siamo in una specie di paradiso terrestre del giornalismo (oddio, un aumento di stipendio ogni tanto...), ma anche in questo quadro quasi arcadico, ci sono giorni in cui il lavoro dà ancora più soddisfazioni del solito.
Ecco, ieri è stato uno di quei giorni. Perchè abbiamo fatto il punto di tutte le reazioni alle nostre pesanti critiche ai candidati del centrodestra per aver partecipato alla manifestazione di solidarietà con i panifici chiusi dopo essere stati scoperti per tre volte mentre non emettevano scontrini fiscali. Inizialmente, qualche politico della Casa delle libertà, di quelli che amerebbero essere sempre incensati, non l’ha presa bene. Ma, grazie al cielo, i candidati Enrico Musso e Renata Oliveri hanno spiegato alla perfezione la loro posizione, spiegando che non volevano in alcun modo avallare nessun tipo di illegalità.
La lettera al Giornale di Enrico Musso, in particolare, è stata un capolavoro di intelligenza e anche di umiltà. Un candidato che sa fare anche autocritica su un errore (sia pure solo di comunicazione), è una volta di più un ottimo candidato. E, scappando dagli yes-man, ascoltando i buoni consigli e facendo autocritica, guadagna punti, non ne perde.
Voi, come sempre, avete detto la vostra e devo dire che la stragrande maggioranza degli interventi è stata mirata sulla necessità di rispettare sempre e comunque le leggi. Magari combattendole quando risultano ingiuste o eccessive, ma certo non eludendole. Sarebbe folle e contrario allo stesso Dna degli elettori moderati il tentativo di trasformare la Casa della libertà in Casa della libertà di non rispettare le leggi.
Ora, i dati relativi al reddito 2005 resi noti dalle Finanze sui negozi chiusi in tutta Italia per mancata emissione di scontrini, come il panificio genovese, parlano di 14 esercizi che avevano dichiarato zero euro; sei meno di 5mila euro; 4 fra i 5 e i 10mila euro e solo 13 più di 10mila euro. Non serve aggiungere altro.