L’utilizzo di richiami vivi perfettamente legittimo

Dinnanzi alla decisione della Provincia di Parma di vietare senza alcuna base giuridica l’uso dei richiami vivi, legittimamente previsti dalla normativa nazionale e dalla direttiva «Uccelli» nonché da altre disposizioni comunitarie, l’Associazione libera caccia, in via d’urgenza, ha ricorso richiedendo la sospensiva al Tar Molise che ha accolto l’istanza cautelare precisando che senza voler esaminare la sussistenza dell’effettiva competenza in capo alla Provincia relativa alle modalità di esercizio venatorio, detta restrizione non pare adeguatamente giustificata, anche alla luce della normativa comunitaria vigente in materia.
Per queste considerazioni veniva accolta la domanda incidentale di sospensione. Se esaminiamo, invece, la decisione del Tar Emilia Romagna, sede di Parma, città ove è ospitata la sede nazionale della Lipu, ci accorgiamo della mancanza di alcun riferimento del provvedimento di non accoglimento dell’istanza cautelare di sospensione proposta dalla Federcaccia, laddove si precisa che la misura imposta dalla Provincia, ampiamente giustificata dalle condizioni di vita degli uccelli in cattività, sembra riconducibile al divieto parziale di esercizio di caccia. Su questo provvedimento fin da marzo è stato depositato anche il ricorso presentato dall’Anuu, prima associazione venatoria a ricorrere al Tar, senza richiesta di sospensiva, che risulterà utile al momento della discussione del merito. Per il momento, va chiarito che l’uso dei richiami vivi è perfettamente legittimo anche in provincia di Parma.