L’uxoricida temeva di essere internato

Claudio Pesci, il ferroviere di 52 anni, che ha ucciso nella loro abitazione di via Tavella, a Castelletto, la moglie Gelsomina Mancusa di 49 anni, trafiggendola con 6 coltellate, interrogato nel carcere di Marassi dal giudice Silvia Carpanini ha «confessato» la sua verità, come a voler trovare una giustificazione per l’orrendo crimine commesso. L’omicida, assistito dagli avvocati Emanuele Lamberti e Maria Montemagno, ancora molto provato ma abbastanza lucido, ha detto che era terrorizzato dal fatto che la moglie volesse farlo ricoverare in una struttura psichiatrica. L’evento poteva essere imminente visto che per il 12 gennaio (il giorno dopo il delitto) era stata fissata una visita al centro di igiene mentale di via Peschiera, dove era in cura (va detto che le condizioni psichiatriche non erano ritenute particolarmente gravi, ndr). L’assassino ha inoltre raccontato al gip che negli ultimi anni la moglie lo trattava male, sottoponendolo a umiliazioni, e ha anche parlato anche di sottrazione di soldi. Dando così l’immagine di un uomo frustrato. La gelosia potrebbe essere stata una concausa del delitto. Pesci ha chiesto scusa per ciò che ha commesso. Il gip ha convalidato l’arresto per omicidio volontario premeditato.