Lévi Strauss, un secolo speso nella ricerca dell’uomo

«Essendo vecchio e molto affaticato dal far ritratti... e lavorare tanto in fresco, diede in un’idropisia che finalmente l’uccise d’anni 65». Così freddamente il Vasari dà notizia della morte di Jacopo Pontormo (1494-1557), impegnato in un grandioso ciclo di affreschi oggi perduti nella chiesa di San Lorenzo a Firenze. Maurizia Tazartes, storica e critica d’arte, nel suo recentissimo saggio Il «ghiribizzoso» Pontormo (Pagliai editore, pagg. 231, euro 23) rivendica l’originalità di questo artista insolitamente «moderno», bizzarro e individualista, bruciato dalla febbre della sperimentazione. Un appassionante ritratto sullo sfondo delle lotte politiche e della peste nella Firenze del tempo.