AL DI LÀ DI VINCENZI E REPETTO

Lo sapete. Sono stato sempre assolutamente contrario alla demonizzazione di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto: riconosco alla prima un certo efficace populismo; un lavoro importante a Bruxelles, spesso non allineato al «partito del no sempre e comunque» della sinistra radicale e la straordinaria capacità di affabulazione che la rende capace di parlare per intere mezz’ore dicendo davvero poco. Ma dicendolo bene. A tratti, Marta ricorda Arnaldo Forlani che un giorno intrattenne noi cronisti parlamentari per tre quarti d’ora. Dopo una rapida scorsa ai taccuini, ci accorgemmo che non c’era un titolo nemmeno a pagarlo e implorammo l’allora premier: «Presidente, ma non ci ha detto nulla!». Lui sorrise e disse: «E pensate che potrei continuare così per ore». Ecco, Marta è così. E credo che, almeno in parte, possa significare davvero discontinuità rispetto alla seconda giunta Pericu che ha governato molto male la città, quasi rinunciando ad amministrarla. Magari farà ancor peggio, magari no, ma comunque sarà un’altra cosa.
Detto di Marta, c’è da dire anche di Alessandro Repetto, che non ha amministrato male la Provincia. Anzi, lui come presidente e assessori (...)