L'11 settembre indiano

I terroristi volevano far
saltare in aria l’hotel Taj Mahal. secondo l’unico attentatore arrestato, Azam Amir Kasav, il piano prevedeva di "ripetere il disastro
dell’Hotel Marriott" di Islamabad

Mumbai - I terroristi volevano far saltare in aria l’hotel Taj Mahal. Secondo il Times of India, l’unico attentatore arrestato, Azam Amir Kasav, avrebbe confessato il piano che prevedeva di "ripetere il disastro dell’Hotel Marriott" di Islamabad, lo scorso settembre.

Il piano dei terroristi I terroristi si erano ispirati proprio al sanguinoso attentato in Pakistan: "Volevano ridurre il Taj e il Trident, simboli della forza economica del Paese a un mucchio di macerie", ha riferito la televisione locale Times Now citando un ufficiale presente all’interrogatorio del terrorista. L’obiettivo era passare alla storia con "l’11 settembre indiano". Intanto emergono nuovi, agghiaccianti particolari: gli attentatori conoscevano a perfezione la mappa degli hotel. Alcune settimane prima dell’attentato, alcuni loro erano entrati al Taj, filmando alcune zone dell’albergo. Non è un caso, quindi, che nelle prime quattro-cinque ore di battaglia, gli estremisti, nascosti dentro uno sgabuzzino, siano riusciti a rimanere nascosti anche alle forze speciali indiane.

L'interrogatorio e la confessione Azam Amir Kasav, durante l’interrogatorio ha confessato di essere membro di un gruppo di militanti con base in Pakistan, il Lashkar-e-Tayyba, un gruppo estremista con migliaia di affiliati in Kashmir che ha rivendicato numerosi attacchi contro soldati e civili indiani negli ultimi anni. Lashkar-e-Tayyba è sospettato di essere responsabile degli attentati ai treni e alle stazioni di Mumbai del luglio 2006 in cui morirono più di 200 persone. Il gruppo questa volta ha negato qualsiasi ruolo negli attentati. Un esperto di sicurezza ha riferito al Mail Today che i terroristi avevano certamente ricevuto una preparazione "da commando", dimostrata da un fotogramma che ritrae uno dei terroristi usare un Kalashnikov AK-47 con una sola mano.