L'8 per mille rivoli

Tutto è perfettibile, figurarsi l’otto per mille. I primi dubbi me li procurò un libro di tal Mario Giordano: gli spot della Chiesa cattolica, spiegava, prefiguravano che il denaro dell'8 per mille sarebbe stato destinato a opere per disabili e bambini del terzo mondo: negli spot si vedeva quello. Poi, però, si rivelava che i soldi a ciò dedicati erano meno del 10 per cento, mentre il resto finanziava altre spese. Ora le cose, cioè gli spot, sono cambiati, ma permane un dubbio. Non tutti sanno che l’unica maniera certa di non finanziare una chiesa, donando l’8 per mille, è votare un’altra chiesa.

Infatti le opzioni sono queste: 1) Destinare i soldi alla Chiesa cattolica o a un'altra, e d’accordo; 2) Non destinare i soldi a nessuno, lasciando in bianco la casella del 740 come fa la maggioranza: ma in questo caso è previsto che l’8 per mille di chi non ha scelto venga spalmato su tutte le altre chiese in proporzione alle preferenze ottenute. Nota: la stragrande maggioranza degli italiani, sondaggi alla mano, non ne è al corrente; 3) Destinare, terza opzione, l’8 per mille allo Stato: ma parte dei soldi finiscono comunque alla Chiesa cattolica (ristrutturazione di beni culturali della Cei) o per le strade più varie: come quando, nel 2002, finanziarono la missione militare in Albania. E tutto si può fare, parliamone. Ma un po’ più di trasparenza?