La7, i conti di Telecom spingono Mentana & Co in mano a De Benedetti

Su Repubblica messaggi cifrati per la tv di Telecom. I buchi e i malumori degli azionisti spingerebbero Bernabè a vendere La7. A chi? Per il <em>Fatto</em> l'Ing. sarebbe disposto a comprarla subito. Vi spieghiamo come e perché

Roma - Il futuro di La7 s'intreccia inesorabilmente con quello della Telecom. E nel firmamento della nuova Telekabul brilla il patron del gruppo Espresso Carlo De Benedetti. I conti di Telecom, apparsi su Repubblica di lunedì, hanno fatto brillare gli occhi ai big de La7: dentro a tutti quei numero ci avrebbero infatti letto la conferma che l'Ingegnere sarebbe interessato per davvero a mettere le mani su quella che sta diventando la vera televisione di sinistra. E per farlo è pronto a usare quei 500 milioni di euro che la Corte d'appello avrebbe imposto alla Fininvest di versargli per il Lodo Mondadori.

Niente è ancora deciso. Sono tutte voci: alcune più certe, altre più fumose e peregrime. Ma arrivano tutte dai quotidiani di sinistra. E questo, qualcosa vorrà pur dire. Ha infatti iniziato il Fatto a parlare una vera e propria migrazione dalla Rai a La7. Nomi altisonanti: da Michele Santoro a Fabo Fazio, da Lucia Annunziata a Milena Gabanelli. Ieri l'annuncio del presentatore di Annozero, con Enrico Mentana che gongolava nell'annuciare durante il tg che il passaggio a La7 è vicino. Ma a calare l'asso è stata proprio la Repubblica (quotidiano del gruppo Espresso) che, nell'inserto Affari&Finanza, ha snocciolato i conti della Telecom. Telco, la cassaforte attraverso quale Mediobanca, Generali, Intesa e Telefonica controllano il colosso guidato da Franco Bernabè, ha infatti chiesto una valutazione del titolo. "Le azioni dell'operatore telefonico sono in carico a 2,2 euro - spiega Massimo Giannini - ma Telecom Italia deperisce in Borsa". Da mesi è quotata meno di un euro, con il titolo che oscilla tra i 90 e i 97 centesimi. "Di fronte a un aumento dei ricavi complessivi a 7,07 miliardi (più 10,3%) e a un utile netto di 549 milioni, il mercato della telefonia mobile resta un disastro - continua Giannini - i ricavi, 1,6 miliardi, crollano del 12%, con un meno 22,4 sui prodotti e un meno 11,7 sui servizi". Insomma, in quel di Telecom c'è poco da star tranquilli. Anzi. E' la stessa Repubblica a spiegare che "qualcosa Bernabè deve inventare. Tirare a campare non basta. Prima o poi, come diceva Andreotti, finisci per tirare le cuoia".

Ed è proprio qui che si intreccia il futuro della rete di Mentana. Ed è il Fatto ad avanzare l'ipotesi di un forte interessamento di De Benedetti per quell'emittente che lo stesso Giovanni Stella definì la "tv dei fighetti". "Oggi in Borsa La7 vale circa 280 milioni di euro - spiega il quotidiano di Antonio Padellaro - De Benedetti sta per incassarne dalla Fininvest di Silvio berlusconi oltre 500 nella sentenza d'appello sul risarcimento per la corruzione nel Lodo Mondadori". I capitali, a volerlo, non mancano. Tuttavia, avverte il Fatto, De Benedetti non ha certo dimenticato i flop incassati con Rete A e Repubblica Tv. "Forsa - ipotizza il Fatto - su una La7 con Mentana e Santoro si può rischiare di riprovarci".

Per Dagospia, ciò che più conta è comunque la "valenza politica" dell'operazione che potrebbe dar vita al famoso terzo polo televisivo. "Ai piani alti di Corso Italia - si legge sul sito di D'Agostino - si è cominciato a sentire dopo le dichiarazioni del barbuto Stella sul possibile arrivo del socio Carletto De Benedetti. E tutto fa pensare che sia scoppiato un acceso dibattito tra il "canaro" (Giovanni Sala, ndr) un po' narciso e il manager di Vipiteno (Franco Bernabè) più composto e prudente". Tuttavia, è stato lo stesso Stella a far circolare una nota in cui annunciava che "possibili operazioni straordinarie riguardanti TelecomItalia Media sono mere ipotesi di lavoro".