La7 scarica Santoro: "Posizioni inconciliabili" Lui: conflitto d'interessi

Salta la trattativa tra il conduttore e la televisione. Michele vede nemici ovunque e torna vittima: "Un colossale conflitto di interesse"

Milano - "Posizioni inconciliabili". Il canale televisivo di proprietà di Telecom Italia si è già stufato di Michele Santoro. Abboccamenti, mezze frasi, proposte e ora una chiusura netta che lascia poco spazio alle interpretazioni. Il comunicato di Ti Media è chiaro: "Sono state interrotte le trattative con Michele Santoro a causa di inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti tra autore ed editore". Dopo settimane di polemiche, anche un editore privato, come Telecom, chiude la porta in faccia al tribuno di Annozero. E Santoro vede nemici ovunque: "E' l'ennesima prova dell'esistenza di un colossale conflitto d'interessi".

Nessuno vuole Santoro "Siamo di fronte ad una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse".  "Improvvisamente - prosegue Santoro - ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione". "Ricordiamo a tutti - aggiunge il giornalista - che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia. Perchè hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?" "Per tornare a crescere - conclude Santoro - l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia".

Berlusconi: "Santoro mai da noi" E anche il presidente di Mediaset, PierSilvio Berlusconi ha parlato del conduttore. "A pensare a Santoro - ha detto Berlusconi - faccio veramente fatica. Dobbiamo essere aperti a tutte le voci, ci stavamo muovendo per Floris, ma Santoro proprio no. Ormai - ha spiegato - è un politico, che non è una cosa negativa perchè in qualche modo è un fenomeno. Ma andarlo a prendere da un’altra azienda per portarlo da noi, francamente no". 

L'Idv: "Colpa di Berlusconi" L'Idv vede la firma di Berlusconi anche nella decisione del settimo canale: "La notizia del mancato accordo tra Santoro e La7 è la conferma che il regime berlusconiano sta vivendo gli ultimi pericolosi colpi di coda. È chiaro a tutti che l’editto bulgaro emanato dal presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come ’Annozerò non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset", ha dichiarato il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. La reazione negativa della borsa è immediata. Il titolo Ti Media cede il 3,9% a 0,21 euro.