Laboccetta: "Bocchino deve darsi una calmata, la conta si fa con gli avversari"

Intervista a deputato del Pdl, vicino a Fini. "L'unione di due leader non può essere messa in crisi. Non esistono alternative all'interno del centrodestra"

Onorevole Amedeo Laboccetta, deputato del Pdl vicino al presidente Fini, è stato lei a dichiarare che il vicecapogruppo Bocchino sta «esagerando» e che non avrebbe votato una mozione di sfiducia dell’Idv contro il sottosegretario Cosentino.
«Con Bocchino siamo su posizioni divergenti. Sono stato per vent’anni consigliere comunale a Napoli e conosco il territorio. Bocchino è bravo in Parlamento, ma forse sulle vicende campane non è così informato. Non mi piace l’accostamento alle posizioni dipietriste che sono il contrario della politica perché Di Pietro gioca sugli istinti bestiali della gente».
Cosentino dovrebbe fare un passo indietro?
«Questo è un discorso che appartiene al nostro mondo interno. Il fatto che se ne parli sui media non ci giova. Mi sembra strano che l’onorevole Bocchino dica che “la candidatura di Cosentino non era nei programmi”. Che senso ha dire questo?».
Da parte del mondo parlamentare contiguo a Gianfranco Fini c’è stato un eccesso di sottolineature?
«Non riesco a comprenderne i motivi. Queste fibrillazioni non fanno bene nemmeno al presidente della Camera».
Eppure Bocchino ha detto al «Corriere» che «se qualcuno vuole andare alla conta, lo faccia».
«La considero solo una battuta. Le conte le facciamo solo con gli avversari politici. Il nostro elettorato non gradisce perché siamo alla vigilia di un grande test politico. Abbiamo l’opportunità di riconquistare importanti Regioni come Campania, Puglia e Calabria e bisogna essere responsabili».
Il coordinatore del Pdl Verdini ha ricordato che c’è una via di mezzo tra la «caserma» e il «bordello», ossia gli organi di partito che possono anche espellere...
«A volte le dichiarazioni vengono strappate in momenti di tensione. Ma in politica prevale sempre la ragione. Detto questo, bisogna ricordare che certi atteggiamenti si possono tollerare quando si è all’opposizione, ma quando si è al governo certi toni non si possono utilizzare perché l’elettorato ci ha dato fiducia per cambiare il Paese. Spero perciò che nell’ufficio di presidenza della settimana prossima tutte le fibrillazioni si superino».
Verdini, però, ha voluto sottolineare che deputati come Bocchino e Granata che usano il pluralis maiestatis non parlano a nome di tutto il partito.
«Veniamo da una storia politica di sofferenza, sacrifici e discriminazione. Siamo entrati nel Pdl in punta di piedi e non intendiamo allontanarci da questo percorso. Questo non toglie che si debbano trovare luoghi di discussione nel partito perché siamo tutti parte di quel grande progetto di cambiamento che il governo sta realizzando, perciò ognuno deve comprendere le ragioni dell’altro. Se si fanno battute su battute, non si va da nessuna parte».
Quindi?
«Nessuno deve spaccare l’accoppiata Fini-Berlusconi. Bocchino farebbe bene a darsi una regolata e una calmata come si dice a Napoli».
Qualche domanda flash. Cosentino può candidarsi in Campania?
«Credo che non stia pensando alla candidatura ma a costruire un grande partito in Campania nel ruolo di coordinatore. Comunque decideranno gli organi nazionali tenendo conto della situazione. Con queste diatribe siamo riusciti a far recuperare qualche punto nei sondaggi a personaggi come Bassolino che hanno massacrato il territorio».
Quale proposta finiana vorrebbe fosse realizzata prima? La cittadinanza breve per gli immigrati?
«In un grande partito si può discutere di tutto senza attenersi al programma. Immaginare uno scenario per gli anni futuri non significa tendere trabocchetti al governo. Ci sono parlamentari come Granata che assumono iniziative isolate che poi vengono imputate a Fini. Non sono mai stato invitato a queste presunte riunioni e poi il presidente della Camera non intende interferire con l’azione del governo».
Circolano già i sondaggi in vista di elezioni anticipate. Che ne pensa?
«Fuori dal Pdl non c’è spazio per un’iniziativa alternativa nel centrodestra. Quando si ha una spinta dalla pubblica opinione non si possono costruire iniziative a tavolino. Se qualcuno ci pensa, non farà molta strada».
Come sono ora i rapporti tra ex-aennini ed ex-Fi?
«Ho un rapporto straordinario con i colleghi che vengono da Forza Italia e in vista delle Regionali sosterrò sul mio territorio un candidato che non viene da An. Come diceva Pinuccio Tatarella “bisogna scegliere le qualità indifferentemente dalla provenienza”. Chi vive nel territorio e non nei palazzi queste caratteristiche le conserva».