Laboratorio clandestino scoperto dalla polizia grazie a una fuga di gas

Intervenuti su segnalazione di alcuni cittadini esasperati per il continuo ronzio delle macchine da cucire e l’odore di gas, gli agenti del commissariato Villa San Giovanni hanno scoperto in via Giovanni da Verrazzano 31 il solito laboratorio-dormitorio cinese. Una ventina di posti letto ricavati in due locali fatiscenti, ma soprattutto in condizioni di estremo pericolo a causa di alcuni interventi abusivi fatti dagli asiatici. Una situazione molto simile a quella che si era creata nella vicina via Padova il mese scorso, quando alcuni cinesi avevano manomesso gli impianti provocando una fuga di gas che aveva poi fatto saltare l’edificio. Questa volta per fortuna gli agenti, avvertiti da alcuni residenti, sono intervenuti in tempo. E proprio avvertendo il forte odore di gas hanno chiamato i vigili del fuoco riuscendo così a farsi aprire dai cinesi senza problemi. I pompieri hanno poi accertato come la situazione fosse piuttosto critica, tanto che è intervenuta l’Aem che ha piombato i contatori. I poliziotti hanno scoperto un primo locale di circa 80 metri quadri con ben 21 postazioni di vecchissime macchine da cucire. E poi letti ricavati in ogni dove: quattro tra i vestiti appena cuciti e appesi in un angolo, quattro in un soppalco con divisori fatti di cartone. Un’altra decina di posti letto erano invece stati ricavati in un altro locale, altrettanto fatiscente. All’arrivo dei poliziotti c’è stato il solito fuggi fuggi generale, alcuni asiatici si sono persino rifugiati in un furgone parcheggiato in strada. Alla fine gli agenti hanno individuato dieci clandestini, compresa una bimba di 13 anni, e denunciato la titolare del laboratorio, una cinese di 55 anni, regolare in Italia.