L'aborto? Ru486 sul web, spedizione immediata

Un sito inglese mette a disposizione delle utenti la pillola abortiva. Basta compilare un questionario sul web, le istruzioni di un dottore arrivano via mail, la pillola nella cassetta delle lettere. Secondo un'indagine l'11% delle utenti viene ricoverata in ospedale

Milano - Auto aiuto. Per abortire. Internet serve anche a questo. Un sito inglese (Women on web) mette a disposizione delle utenti la Ru486. Anche (soprattutto) per quei Paesi in cui l'interruzione di gravidanza è illegale. Dall'Afghanistan allo Zimbabwe, passando per Egitto, Repubblica Dominicana, Irlanda, San Marino e Siria: sul sito c'è l'elenco completo degli Stati in cui l'aborto è illegale. Lo slogan del sito è "possiamo aiutare a ridurre i problemi legati agli aborti clandestini". A un osservatore attento non sfuggirà che una prescrizione medica a distanza (a volte anche "intercontinentale") non sia esattamente a tutela della salute delle pazienti.

Come funziona Ci si collega al sito. Si entra nella sezione "medica". Si risponde a un questionario di 25 domande, si viene messe in collegamento (via e-mail) con il medico. Il dottore fornisce le istruzioni (sempre attraverso la posta elettronica). A casa della "utente", poi, arriva la pillola abortiva. L'invio avviene soltanto nei Paesi dove le leggi sull’aborto sono fortemente restrittive e solamente alle donne che dichiarano (via internet) di essere in gravidanza da meno di nove settimane. Il sito avverte anche dei tempi di spedizione (10 giorni) e del contatto con il dottore (due settimane dopo la richiesta). Women on web precisa che "non si vendono le pillole. Basta una donazione libera".

Gli studi Un rapporto di una rivista britannica per ostetricia e ginecologia relativo a 400 casi rileva che quasi l’11 per cento delle clienti ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico dopo aver preso le medicine. O perché la pillola non ha portato a termine l’aborto o per via di un’emorragia. E l'8% di chi ha ordinato le pillole su Women on web finisce per non usarle. Sono 200 le donne che hanno risposto al questionario sulla loro esperienza: il 58% si dice "riconoscente" per aver potuto ricorrere a un aborto in questo modo; il 31% riconosce che è stato "stressante", ma giudica l’esperienza in sé "accettabile".

Aborto in vacanza Un’americana, che aveva una rara complicazione medica e per la quale la gravidanza rappresenta un pericolo di salute, ha raccontato di aver usato il sito internet mentre si trovava in Thailandia. "Women on web rimaneva in contatto con me via e-mail. La pillola è arrivata tramite Customs, adeguatamente impacchettata in un blister, con istruzioni complete e firmata da un dottore. Le pillole di altri siti - ha proseguito - arrivavano in flaconi senza scritte, il che rendeva la cosa inquietante: "Non ero molto avanti nella gravidanza. Solo tre-quattro settimane. È stato semplice per me".