Lacatus inchioda i viola e Frey deve salvare il pari

La Fiorentina pareggia 0-0 con la Steaua Bucarest. Gilardino non punge e la squadra di Prandelli sbatte contro la difesa dei romeni. Rischiando la vendetta dell'ex

Nino Tarantino

Firenze - Rimane in mutua la Fiorentina e si deve accontentare di un altro pareggio. L'entusiasmo del ritorno di Firenze in Europa non produce l'effetto sperato. Finisce a reti inviolate con gli uomini di Prandelli motivati dalla ribalta continentale, ma che non trovano schemi e invenzioni per superare gli scolastici romeni. La delusione dei sostenitori viola sfocia anche in qualche ingeneroso fischio, ma la strada per ritrovare la Fiorentina a cui sono abituati è ancora irta di difficoltà.

La serata si apre per gli scaramantici sotto i peggiori auspici in quanto il tanto atteso inno della Champions si trasforma in un gorgoglìo sinistro per un guasto all'impianto audio del Franchi. La speranza di molti è di rivedere quella Fiorentina che solo in Europa aveva dimostrato gli unici sprazzi di bel calcio in quel di Lione, ma con la rimonta francese che dava il la al mini periodo di crisi mitigato dal successo contro il Genoa. La strigliata di Prandelli e la pace armata per il fine comune spediscono in campo una squadra motivata, magari un po' meno propensa agli schemi soliti, che cerca il lancio lungo per scavalcare la mediana romena, abile ad intasare gli spazi. L'anima viola in più occasioni è il funambolico Santana che rende giustizia alla fiducia accordatagli da Prandelli che in più di un'occasione nelle partite precedenti era stata motivo di malumori della piazza.

Collabora anche il trio di centrocampo a mettere pressione alla difesa romena. Almiron prova a distribuire il gioco, Montolivo si accende a tratti. Ma Gilardino è ben controllato da Ghionea e solo in una occasione riesce a calciare verso la porta, minuto 11, e costringe Zapata ad un intervento in spaccata di grande prontezza.

Mutu, che alla vigilia si era autocaricato dichiarando l'emozione di incontrare i propri connazionali ma anche la determinazione nel cercare la marcatura, sembra più reattivo,male conclusioni da lontano, diversamente efficaci rispetto alle sue percussioni palla al piede, danno l'idea che il giocatore non è ancora pronto per mettere in scena tutto il suo potenziale tecnico. Le note dolenti per Prandelli durante tutto il primo tempo vengono dagli esterni di difesa. Se Vargas non riesce una volta una a piazzare al centro quei cross per cui l'anno scorso era stato tanto glorificato, ancora peggio Jorgensen che soffre maledettamente le scorribande di Semedo. Il colored portoghese più volte salta in velocità il danese e al 35' fa correre più che un brivido ai viola mirando il palo più lontano con la palla che sfila fuori di poco.

L'auspicio dei più di non rivedere il difensore in campo è anche la decisione di Prandelli che nel secondo tempo inserisce Zauri. Ripresa che perdeva quel po' di mordente che i viola avevano profuso. Solo una punizione di Mutu scheggia il palo esterno al 21' ma poi grosse difficoltà ad impegnare Zapata. Gilardino, cercato per via aerea, mai la vede in mezzo ai marcantoni romeni. È quindi gioco facile per gli uomini dell'ex viola Lacatus far girare palla senza quasi mai provare ad offendere.

Paradossalmente, poco dopo la mezz'ora ci vuole però un grande Frey per evitare il vantaggio della Steaua con un doppio intervento. Finale che si trascina stanco, l'unica consolazione arriva da Monaco di Baviera. Il Bayern impatta in casa contro il Lione e mantiene viva una classifica altrimenti già sbilanciata. Ma il doppio confronto contro l'ex Toni avrà bisogno di una Fiorentina di ben altro piglio.