Lacoste a colori Con Ralph Lauren torna il western

Nostro inviato

a New York

A New York c'è sempre una prima volta. Stavolta due. Una per Lacoste, l'altra per Ralph Lauren. Per il marchio francese è l'esordio nelle collezioni invernali: fino a oggi aveva portato in passerella qui solo la collezione primavera-estate. Quella che sfila è un'esplosione di colori e lo stile inconfondibile della La coste, sportivo ma chic. E il lusso nello sportswear negli Stati Uniti è il massimo. È per questo che l'America è un mercato importantissimo per il marchio del coccodrillo. Per questo appuntamento nulla è stato lasciato al caso: il casting, con modelli di ogni razza e colore, la musica, scelta personalmente da Christophe Lemaire, la scenografia. E in passerella la collezione per il prossimo inverno: colori accesi e brillanti mischiati a tinte più tenui e tipicamente invernali (grigio e beige) e poi i tessuti il classico cotone piquet abbinato alla lana. Lacoste ha fuso anche gli stili l'hip-hop con il gusto anni Settanta. In uno show diviso in due parti, il secondo «tempo» è stato una storia di bianchi e rossi: dalle maglie, alle polo, alle giacche. A New York, insomma, Lacoste ha portato l'innovazione del marchio, la nuova strada dell'azienda, interpretata da Christophe Lemaire.
La prima volta di Ralph Lauren, invece, è diversa. Dopo 30 anni Ralph Lauren è tornato a presentare la sua collezione uomo a New York: lo stilista che nel 2007 festeggerà i 40 anni di attività ha mandato in passerella la sue proposte in un capannone-galleria d'arte nel cuore vibrante e elettrico di Downtown Manhattan. Per il ritorno del figliol prodigo Ralph Lipshitz, questo il vero nome dello stilista nato nel Bronx e che si è formato da autodidatta nel negozio di Brooks Brothers su Madison Avenue, non poteva non esserci un sindaco in prima fila: il primo cittadino di New York Michael Bloomberg. Ma il bersaglio della collezione cercato da Lauren va oltre la Grande Mela: come in un poster di Saul Steinberg che guarda oltre il fiume Hudson, i suoi vestiti sono per «un uomo internazionale, che nel modo di vestire riflette la personalità». Un uomo a suo agio a Londra, o Tokyo o New York, uptown o downtown, che si sente comodo nel tweed sfilacciato dello studente di college così come nei vestiti di sartoria dal taglio impeccabile. Presente nella linea Black Label è l'ispirazione western. Purple Label, la collezione più di sartoria, propone gessati tradizionali rivisitati con le giacche più corte e i pantaloni ultra-slim. Torna la cravatta larga in disegni paisley e scozzesi di cashmere, come Lauren le faceva quarant'anni fa al suo debutto nel mondo della moda.