Lacrime e dolore al funerale di Silvestri

Immenso dolore e tante lacrime hanno accompagnato il funerale di Giuseppe Silvestri, ucciso nella notte di sabato scorso davanti a un ristorante in via della Magliana. Le esequie si sono celebrate a mezzogiorno di ieri nella parrocchia Madonna de La Salette, a Monteverde. L’uomo, un piccolo imprenditore edile, era uscito per festeggiare il compleanno della moglie Loredana, ma a metà serata è stato ammazzato da un colpo di pistola un paio d’ore dopo aver litigato per un parcheggio all’arrivo nel locale.
Attorno alla bara di legno chiaro, ricoperta da rose bianche e rosse, al centro della grande chiesa, affollata da almeno 200 persone, si sono stretti tantissimi parenti e amici della vittima. In rappresentanza del Campidoglio, c’era l’assessore alle Politiche sociali Raffaela Milano. La vedova, seduta in prima fila, con gli occhi bassi e sottobraccio a uno dei cognati, era circondata dalla mamma 70enne di Pino e dai familiari che, proprio come in occasione della serata di sabato scorso poi finita in tragedia, anche ieri si erano riuniti tutti insieme. Per due volte Loredana, al momento dello scambio della pace e al termine della celebrazione, si è gettata ai piedi del feretro piangendo. Non voleva allontanarsi dal marito morto, non voleva lasciarlo. E soltanto la vicinanza e il conforto dei suoi cari l’hanno convinta a rialzarsi.
Ai piedi dell’altare mazzi e corone di fiori, arrivati dai colleghi di lavoro di Giuseppe, dai fratelli e dalle sorelle, dagli amici e da quanti lo conoscevano. E c’era anche una corona di fiori spedita dal sindaco di Roma. E nella moderna chiesa di Monteverde c’erano anche i compagni di scuola dei due figli di Pino e Loredana. Ragazzini delle elementari e delle medie che ieri mattina, accompagnati da professori e maestre, hanno partecipato alla messa funebre per non far sentire soli i figli di Giuseppe, che erano seduti nel banco dietro la loro mamma, circondati dall’affetto dei familiari.
«Il male scandalizza sempre, soprattutto quello che si impone con la violenza. Avremmo voglia di maledire i responsabili o chi ha ricoperto di infamità la vita di Giuseppe. Ma c’è un’alternativa, che è Gesù risorto», ha detto padre Gianmatteo, il parroco della chiesa, durante l’omelia. «Giuseppe - ha continuato il sacerdote rivolgendosi soprattutto alla moglie e ai figli di Pino - è stato strappato da una morte improvvisa e violenta, ma bisogna camminare sulla strada della vita che tutto santifica e non su quella della maledizione». Le parole di speranza del parroco si sono unite ai pensieri dedicati da parenti e amici a Loredana e ai suoi figli. «Vi saremo vicini con tutto il nostro calore, il nostro affetto e con tutto quello che può esservi d’aiuto in questo momento», ha aggiunto un’insegnante della scuola elementare frequentata dal figlio più piccolo della vittima.