Lacroix imita la natura e in passerella fa fiorire una «donna bouquet»

Parigi, Charlotte di Monaco ispira Chanel. Givenchy pensa alle sirene

Parigi - La couture è come il Principato di Monaco: una realtà piccola e preziosa che forse non ti cambia la vita, ma certo può renderla più piacevole. In questo senso la presenza di Charlotte Casiraghi alla sfilata d'alta moda di Chanel andata in scena ieri a Parigi sotto le gelide volte del Grand Palais, era a dir poco perfetta. Sembra sinceramente azzardato ipotizzare che a comprare questi capolavori su misura, dal prezzo astronomico e dalla gestione impegnativa, siano soltanto le giovanissime come la ventunenne figlia di Caroline. Ma Karl Lagerfeld che da decenni è direttore creativo della miliardaria griffe, ci crede tanto da aver fatto una collezione proibita a chi supera i 50 nel senso dei chili e i 35 intesi come età.
L'immagine più convincente prevedeva infatti gambe in vista sotto alle bellissime giacche che in un colpo solo sostituiscono l'abito e il tailleur, scarpe dal tacco-fantasma con una curiosa forma aerodinamica, occhi ombreggiati dalla mascherina-veletta e in testa, al posto della corona, una candida piuma da indiana metropolitana di sangue blu. Oltre alla bella principessina tra il pubblico di Chanel comparivano personaggi come Sigourney Weaver, Sofia Coppola, Victoria Beckham e Vanessa Paradis: donne moderne a cui non mancano certo i mezzi economici per concedersi i costosissimi capricci dell'alta moda. Si parla di cifre che in media oscillano dai 30mila ai 300mila euro a capo: una follia giustificabile solo dall'unicità.
È questa la principale caratteristica della poetica collezione di Christian Lacroix che per la prossima primavera/estate veste le donne come fiori, regine dei prati o sognanti creature di un perduto paradiso naturale. Tra i 39 modelli presentati c'era ad esempio un soprabito interamente coperto da margherite di stoffa con un gigantesco bottone grande come un girasole. Il pezzo più spettacolare era un vestito con tanto di strascico tempestato da boccioli e petali di chiffon giallo ranuncolo, da cui partivano leggerissimi veli ripresi sotto il seno. Le modelle camminavano leggere come il profumo di una rosa appena sbocciata sulle divine scarpette in raso e fiori di pelle dal tacco sottilissimo. Quelle di Riccardo Tisci, giovane e interessante direttore creativo di Givenchy che ha sempre avuto una specie di mania per le scarpe dal tacco alto e molto massicce, stavolta calzavano semplici decolleté di media altezza nello stesso colore degli abiti. In compenso sembravano affiorare come sirene da un mondo sommerso grazie ai vestiti che riproducevano le più fantastiche creature dei mari. C'era l’Orca assassina, ovvero un abito in satin stretch ovviamente nero, ampio e sinuoso come questa velocissima balenottera. Abbondavano le sirene (l'ispirazione viene proprio da un modello d'archivio della maison con questa sinuosa forma cara alle dive degli anni ’50) ma non mancavano commodori, ammiragli e ufficiali di marina con enormi cappelli da Popeye. Alcuni ricami ricordavano le formazioni coralline, altri facevano pensare alle conchiglie. È questo ciò che manca alla collezione Artisanal di Martin Margiela fatta come sempre da materiali di recupero magicamente trasformati in capi da indossare. Le vecchie valigie diventano una giacca, 40 shopping bag di tela si trasformano in trench, gli asciugamani rubati negli alberghi in accappatoio: tutto già visto, già fatto e già lodato dal misterioso creatore belga che non ha mai concesso un'intervista. Ben altro lusso ed inventiva nelle scarpe create da René Caovilla: piccoli capolavori in pelle, pietre e pelliccia per donne che vogliono volare anche tenendo i piedi per terra.