L'ad Sala tranquillo: "Giusta la strada, sul sito non c'è alcun ritardo"

«Nessun ritardo. Mi sen­to sereno, siamo sulla strada giusta per rispettare i tempi». È finalmente tranquillo Giu­seppe Sala, l’amministratore delegato di Expo 2015 spa che dopo aver incassato a Pa­rigi il via libera dal Bie alla candidatura, stila il cronopro­gramma per la realizzazione del sito di Rho-Pero. Ora, ha detto chiaro il sindaco e com­missario Letizia Moratti, par­te la «fase operativa». Già fis­sate­le tappe dei prossimi me­si a cominciare dalla prima fa­se con le opere preliminari: ri­mozione delle interferenze e viabilità esterna per 140 mi­lioni di euro. «Affideremo la progettazione a Metropolita­ne Milanesi - spiega Sala -Poi, tra marzo e aprile, le gare al massimo ribasso. Obietti­vo è partire con i lavori entro l’estate del 2011 e finire entro maggio 2012. Nel frattempo, partiremo con la progettazio­ne in house per la piastra e i manufatti, per i quali proce­deremo secondo la modalità dell’appalto-concorso che ci permette di accelerare i tem­pi ». Costo delle opere quasi un miliardo di euro, 300milio­ni per la piastra e altri 600mi­lioni per i manufatti. Infine, i contenuti. «Procederemo con un’analisi sulla tipologia di visitatori potenziali per svi­luppare i temi nel rispetto del trinomio alimentazione, sa­lute, benessere». Conferma­to il grande evento tra fine gennaio e inizio febbraio per presentare l’Expo. Intanto il padiglione Italia resterà a Shanghai come ve­trina permanente del Made in Italy. La municipalità di Shanghai ha scelto di mante­nere sia la struttura in vetro­cemento che parte degli alle­stimenti che andranno a com­porre il Museo dell’Expo, la cui inaugurazione è prevista per il 2011. Il regolamento dell’Expo prevede che tutti i padiglioni vengano smantel­lati al termine della manife­stazione, ma la municipalità ospitante può decidere a sua discrezione di mantenere le strutture più significative. Copme quella italiana che è stato tra i più visitati con 7,3 milioni di ospiti e ha vinto l’Expo Cup, la competizione on-line che ha premiato il Pa­diglione più popolare del­l’Expo di Shanghai 2010.
GdF