L'addio dell'America a Gerald Ford 

Repubblicano, aveva assunto la guida degli States nel 1974, dopo le dimissioni di Richard Nixon, travolto dallo scandalo del Watergate. Due anni dopo fu sconfitto da Jimmy Carter

Rancho Mirage (California) - È scomparso Gerald Ford, 38esimo presidente degli Stati Uniti. Novantatre anni, era ricoverato da mesi in ospedale dopo essere stato sottoposto a due interventi al cuore l'estate scorsa alla Mayo Clinic. Era l’unico capo di stato Usa a non essere stato eletto. Infatti era diventato presidente nell'agosto del 1974 dopo le dimissioni di Richard Nixon a causa dello scandalo Watergate.

Era stato nominato vice presidente da Nixon appena nove mesi prima, dopo che anche il vice presidente eletto, Spiro Agnew, era stato costretto alle dimissioni perché accusato di corruzione. Rimase in carica per 29 mesi, e fu sconfitto alle uniche elezioni presidenziali a cui partecipò nel 1976 dal democratico Jimmy Carter. “Laura ed io siamo profondamente rattristati dalla notizia della morte dell'ex presidente Gerald R. Ford”, si legge nel messaggio di cordoglio diffuso dalla Casa Bianca poche ore dopo il decesso dell'ex presidente americano. Il presidente Ford era un grande americano che ha servito per molti anni il nostro paese”, scrive il presidente George W. Bush.

Non fu certo il presidente più popolare della storia degli Stati Uniti. Entrato nello studio ovale nel 1974 dopo le dimissioni di Nixon, non superò il test elettorale di due anni dopo contro il democratico Carter; una sconfitta che gli storici attribuiscono alla sua decisione di concedere la grazia a Nixon appena un mese dopo aver assunto la carica. Deputato del Michigan, Ford fu chiamato nel 1973 a prendere il posto del vicepresidente Spiro Agnew travolto da uno scandalo a base di complotti, estorsione e corruzione.

La sua presidenza non fu tormentata solo dallo spettro del Watergate. Tagliò la spesa pubblica per far fronte all'inflazione, alla recessione, alla disoccupazione e all'aumento impressionante del costo del greggio. Per due volte, nel 1975, sfuggì a tentativi di assassinio: la prima volta Lynette "Squeaky" Fromme, seguace della setta satanica di Charles Manson, gli puntò addosso una pistola carica mentre era in Florida e 17 giorni più tardi un'altra donna, Sara Jane Moore, legata ad ambienti insurrezionalisti, cercò di sparargli in California. Entrambe sono ancora in carcere, condannate all'ergastolo.

"Ford ha contribuito - dichiara in un messaggio alle telecamere il presidente Bush - a guarire una nazione divisa dal Watergate. Un vero gentiluomo, che ha mostrato il meglio del carattere dell'America". È arrivato alla Casa Bianca "in un periodo di grandi divisioni e tumulto. Per una nazione che aveva bisogno di guarire e per un incarico per il quale serviva una mano ferma e sicura, Gerald Ford è giunto quando avevamo più bisogno di lui".

L'ex presidente Bill Clinton ha ribadito lo stesso concetto sottolineato da Bush: "Ha riportato unità agli americani in un momento molto difficile della nostra storia, servendo con determinazione, integrità e umiltà. Gli americani - ha aggiunto l'ex presidente democratico - gli devono gratitudine".