L'addio di Tony Blair dopo dieci anni: "Lascio il 27 giugno"

Il premier britannico ha &quot;salutato&quot; i ministri del suo esecutivo. Resterà in carica come deputato. <strong><a href="/a.pic1?ID=176980">&quot;Sull'Iraq abbiamo fatto la cosa giusta&quot;</a></strong>. <a href="/a.pic1?ID=176977"><font color="#ff6600"><strong>L'eredità politica del primo ministro laburista</strong></font></a>. <strong><a href="/media.pic1?ID=151">Guarda le foto</a></strong>

Londra - Dopo dieci anni l'addio. Tony Blair ha annunciato che presenterà alla regina Elisabetta le dimissioni da primo ministro il 27 giugno. Blair, che ha guidato il governo britannico per 10 anni, lascia con effetto immediato la carica di leader del partito laburista. Annunciate le dimissioni ai suoi ministri, ha scelto la sua circoscrizione di Sedgefield per rendere pubblico quello che già è oggetto di discussione da mesi: la decisione di lasciare Downing Street (leggi le frasi più importanti del primo ministro nel suo discorso di oggi). Al culmine di una settimana che lo ha visto portare a termine uno dei compiti più impegnativi del suo mandato - un governo condiviso in Irlanda del Nord - un sondaggio mostra che il suo favore nell’elettorato laburista è ancora alto: quasi l’80 per cento.

Inizialmente Blair si era impegnato a completare il terzo mandato - per il quale sarebbe dovuto restare fino al 2010 - ma dopo una specie di piccolo "golpe" progettato in settembre da alcuni deputati laburisti e dietro il quale ci sarebbe la mano del cancelliere dello scacchiere, Gordon Brown, era stato costretto a annunciare le dimissioni prima del termine. Fonti vicine al premier hanno anticipato che Blair resterà come deputato, a meno che non gli venga offerto di coprire un "rilevantissimo" incarico internazionale. "Non ha alcuna intenzione di andare a zonzo per gli Stati Uniti a tenere conferenze" ha aggiunto John Burton, parlando di fronte alla sezione laburista di Trimdon, "questo verrà dopo".

La riunione di governo di stamani si è conclusa con il Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, successore in pectore, che ha ringraziato Blair "per i suoi eccezionali successi negli ultimi dieci anni e per la sua eccezionale leadership". Gli altri ministri hanno avallato le parole di Brown battendo sul tavolo "in segno di apprezzamento".

Il ritorno dove era iniziato tutto "Sono ritornato dove il mio percorso politico era cominciato, e dove terminerà. Il partito laburista eleggerà adesso un nuovo leader. Io consegnerò le mie dimissioni alla regina il 27 giugno", ha dichiarato Blair, fra gli applausi commossi dei suoi elettori, nel suo collegio elettorale di Sedgefield. Prima di cominciare a parlare, Blair, sorridente ed emozionato, ha ringraziato calorosamente i dirigenti locali del Labour per la lealtà dimostratagli in questi lunghi anni e la moglie Cherie, seduta in prima fila, e i figli. Abiti blu scuro, cravatta rossa, Blair ha tenuto un discorso ripercorrendo i suoi dieci anni al potere, incluso il controverso intervento in Iraq. Un discorso in cui ha detto fra l’altro che forse "le aspettative del 1997 erano troppo alte» ma che in questi dieci anni il suo governo ha fatto quanto nessun altro esecutivo; ha affermato che «forse ho sbagliato, ma ho sempre fatto quel che credevo meglio per il paese". E infine ha concluso, "buona fortuna", per un paese, la Gran Bretagna, che resta "la nazione più grande del mondo".