Ladispoli, il Comune svende 3200 mq a una coop

Stefano Vladovich

Un terreno comunale venduto a una cooperativa locale per 391mila euro, una serie di società private che, a loro volta, acquistano e rivendono la proprietà. Infine la realizzazione, sul fondo pubblico, di un supermercato. Valore dell’affare? Un milione e 400mila euro. Qualcuno parla di operazioni «sospette» con il silenzio-assenso del Comune, altri di gioco delle tre carte fra l’amministrazione di centro-sinistra e una coop rossa. Fatto sta che la questione del nuovo centro commerciale di Ladispoli a «Campi Vaccina» è finita sul tavolo dei magistrati di Civitavecchia e, da lunedì scorso, su quello del presidente della Regione Lazio. Una denuncia alla Procura della Repubblica, dunque, presentata dal presidente del Coordinamento enti locali della Fiamma tricolore Fabrizio Dominici, e un’interrogazione scritta del consigliere regionale azzurro Stefano De Lillo. Il sospetto? Che la vendita del fondo comunale sia stata a dir poco illegittima. La storia inizia con l’esproprio, da parte dell’amministrazione Ciogli, di terreni agricoli per «finalità sociali», segue una gara d’affidamento vinta dalla cooperativa Ladispoli 75. Il contratto prevede la realizzazione di un centro commerciale. Questo accade il 27 giugno 2002. Nelle casse comunali finiscono 391.330 euro. L’obbligo che pone il Comune, pena la risoluzione dell’atto, è di costruire l’immobile come da concessione, di iniziare i lavori entro un anno dal permesso, di completarli entro tre anni. Il 3 febbraio 2003 il Comune rilascia la licenza edilizia numero 11 per la realizzazione di una struttura coperta da 3200 metri quadrati. Passano appena 17 giorni, la coop cede la proprietà, come non edificabile, a una società privata, la Procom a.r.l. Prezzo dell’affare 825mila euro. Il giorno dopo, paradossalmente, la Procom vende l’area a un’altra società, la So.Fi.M.U.V. a.r.l. a 1 milione e 807.600 euro, ovvero un milione e 416.270 euro di più di quanto versato, in origine, al Comune di Ladispoli. Secondo le denunce presentate in Procura il sindaco non avrebbe attivato la procedura acquisitoria in seguito alla rescissione del contratto con la coop, «sottraendo alla proprietà collettiva - si legge sull’esposto di Dominici - beni patrimoniali di grande valore di mercato e di rilevante redditività a tutto vantaggio di privati, emettendo una serie di atti a ciò preordinati (...)». È il 28 maggio 2003, la concessione edilizia rilasciata alla cooperativa aggiudicataria viene volturata alla nuova proprietà, la So.FI.M.U.V., che avvia i lavori, li completa e inaugura un ipermercato con annessa farmacia comunale e alcune aule di una scuola elementare addossate all’entrata per il carico-scarico merci. Una vicenda oscura. Il 27 marzo la questione arriva alla Pisana: «Vista la denuncia contro il sindaco del Comune di Ladispoli e contro la cooperativa Ladispoli 75 - scrive il consigliere regionale forzista Stefano De Lillo, presidente della commissione Trasporti, Lavori Pubblici, Viabilità - per una illegittima vendita su libero mercato di un terreno espropriato dal Comune per finalità sociali con un surplus di oltre 1,4 milioni di euro intascati da privati (...), visto che il terreno è ceduto per la costruzione di un centro commerciale per euro 391mila, ceduto poi come terreno non edificabile per 825mila euro, poi ceduto, sempre come terreno non edificabile, per 1.807mila e 600 euro (...), visto che la convenzione urbanistica sancisce il divieto della vendita dell’area, pena il ritorno della stessa nella disponibilità del Comune compreso l’edificio costruito, interroga il presidente della giunta regionale Piero Marrazzo, l’assessore all’urbanistica Massimo Pompili, per conoscere se i cittadini e le casse comunali di Ladispoli siano stati danneggiati e se, comunque, i suddetti atti siano stati proceduralmente corretti».