Le ladre di Pisa rispedite a casa

«Va’ dove ti porta il business». Diciamo che l’hanno presa un po’ così, l’idea di una trasferta d’agosto a Pisa, in piazza dei Miracoli: sono sei donne, quattro maggiorenni e due minorenni, tutte rigorosamente zingare e altrettanto rigorosamente ladre, che abitano da tempo in uno dei campi nomadi di Genova. Residenza stanziale, comunque, quella di Molassana, Bolzaneto o Marassi, al di là della condizione originaria degli inquilini che richiama lo spirito ramingo. Ma intendiamoci: stanziale per undici mesi all’anno. Quando arriva l’estate piena, la temperatura fa salire gli appetiti, e si sente aria di turismo di massa che invade le località a un tiro di camper dalla Lanterna, ebbene, ecco che i nostri affezionati nomadi-stanziali si ricordano improvvisamente d’avere un animo vagabondo, libero di spaziare altrove, di visitare nuove realtà. Soprattutto le tasche dei turisti. E Pisa, lo scenario della Torre pendente, il duomo e il battistero più famosi del mondo diventano terreno di conquista. È successo così anche alle sei nomadi, professionalmente ladre, che hanno puntato le contrade toscane in cerca di nuove esperienze. Che hanno trovato subito, sotto forma di impegno coronato da successo: una media-furti giornaliera che si basava su una quarantina di portafogli, venticinque borsette griffate, dodici Rolex (di cui due taroccati, ma riciclabili), un Daytona, oltre ad accendini Dunhill e Dupont, braccialetti e monili vari. Tutto bene per i primi giorni, poi, alle sei nomadi «genovesi» la luna è girata storta. Complice forse un errore madornale (il furto di una collanina d’argento, che che sta agli zingari come l’aglio a Dracula), la sfiga si è accanita contro di loro: retata della polizia, in stretta collaborazione - dicono le cronache - con «il personale dell’Opera della Primaziale», accertamenti, solite incombenze burocratico-amministrative. Infine, il decreto di espulsione: «Qui c’è il foglio di via. Tornatevene da dove siete venute. E restateci». Bel guadagno per Genova! Ora ce le ritroviamo tutte e sei qui, riunite ai compagni e alle compagne stanziali, tutti insieme imbufaliti per la trasferta pisana con malocchio. Come difendersi? Coprirsi d’argento. Ancora meglio: chiamare quelli della «Primaziale». Loro sì che i «nomadi» riescono a farli tornare nomadi. Senza neanche ascoltare certi assessori.