Ladri incastrati dai portafogli dimenticati

Storie parallele di portafogli, a Genova per giunta, la città per cui il posto dove conservare (oculatamente) il denaro è più sacro di qualsiasi altra cosa. I fatti accadono praticamente alla stessa ora, ma in due luoghi diversi.
In mattinata, a Quinto, viene notato un pedalò abbandonato sulla spiaggia. Un breve sopralluogo, e spunta la sorpresa: a bordo ci sono effetti personali, ma soprattutto un portafoglio con tanto di documenti di identità.
Scatta l’allarme, l’ipotesi più probabile è, purtroppo, quella che non vorresti mai pronunciare: una disgrazia in mare. Scattano anche le indagini, si cerca di risalire al proprietario o a chi ha preso in affitto l’imbarcazione, ha affrontato i marosi (ieri, comunque, non così all’altezza della definizione), e infine è incappato in una qualche difficoltà.
Si allertano la Capitaneria di Porto, la Polmare. Niente da fare, dei naufraghi non c’è traccia. Dei naufraghi? E sì, perché i documenti parlano chiaro: tre giovani. Ma che c’entrano con il pedalò, visto che nel frattempo si scopre che il legittimo proprietario ha denunciato il furto dell’imbarcazione, e che l’imbarcazione è proprio quella, stessa marca, stesso colore, stessi remi, persino stessi graffi nello scafo?
La verità, è il caso di dire, viene a galla: i tre giovani immortalati nei documenti che sono stati rinvenuti a bordo sono falsi naufraghi e veri ladri. Solo che sono anche un po’ tanto smemorati: hanno fatto le cose per bene fino all’ultimo, poi si sono dimenticati quel portafoglio galeotto che li porta di diritto alla condizione di galeotti.
Nel frattempo, all’altro capo della città, via Montaldo, a Sampierdarena, vigili del fuoco e agenti di polizia irrompono in un appartamento che sta per andare completamente a fuoco. I soccorritori cercano eventuali occupanti, magari il cane o il canarino.
Niente: solo portafogli. A decine. Ce ne sono dappertutto, e hanno ancora tutto, all’interno, escluso i soldi. Quelli, i soldi, sono stati bruciati da tempo, ma in un altro senso: dal borseggiatore. Che però ha avuto la bella idea di portare la prova provata dell’attività... a casa propria. Facile per la polizia risalire al Lupin di belle speranze e pessime frequentazioni. Facile, anzi facilissimo: il ladro si presenta di persona, è un rumeno ventunenne che voleva verificare i danni dell’incendio. Denunciato subito per ricettazione.