Ladri presi a sassate, paura in centro a Sesto

Dopo il furto di un cellulare tre egiziani inseguono gruppo di sudamericani lanciando pietre e oggetti

Silvia Villani

Seppur con qualche giorno d'anticipo, il periodo era quello giusto. Peccato che, invece della guerra ingaggiata a suon di gavettoni per Ferragosto, a Sesto San Giovanni siano volati sassi. In pieno centro quattro sudamericani sono stati inseguiti da tre egiziani che hanno tentato di fermarli tirando loro dei sassi, più ogni altro oggetto trovato sul loro cammino. Alla base del folle inseguimento l’accusa mossa ai quattro dai nord africani: uno dei sudamericani aveva in tasca il cellulare di uno di loro.
Erano da poco passate le 15 quando in piazza Rondò sono rieccheggiate le urla. Tre egiziani, che stavano chiacchierando vicino all’uscita del metrò, hanno rincorso e fermato un gruppo di sudamericani, tre peruviani e un boliviano, incrociati poco prima. «Mi hai rubato il telefonino» avrebbe detto un egiziano ai peruviani. Qualche parola di troppo e sono volati spintoni e insulti. I quattro allora hanno iniziato a correre verso piazza Oldrini, tallonati dai nordafricani. Per cercare di fermarli i tre hanno incominciato a raccogliere tutti i sassi che sono riusciti a trovare. È volata anche qualche lattina. I residenti, in piazza a guardare le vetrine, e i pendolari che stavano uscendo dai mezzanini della metropolitana sono così diventati facile bersaglio dei sassi. Paura anche tra gli avventori di un bar seduti all’aperto a gustare un gelato. Immediato l’intervento dei carabinieri, avvertiti dai passanti. In pochi minuti gli uomini dell’Arma sono riusciti a calmare gli animi e ad arrestare i sette immigrati. Tre sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere medicati. Quindi, processati per direttissima, sono stati condannati a due mesi per rissa. Due di loro erano anche privi del permesso di soggiorno. Sconosciute le cause del litigio. Se, infatti, gli egiziani hanno detto che i sudamericani hanno rubato loro il cellulare, i militari non hanno rinvenuto nessun telefonino nelle tasche dei peruviani. Cresce l’insofferenza dei residenti, testimoni in pochi mesi di aggressioni nel sottopasso della metropolitana, liti e risse in piazza Rondò e nei giardinetti antistanti.