Ladro accusa in aula la figlia del presidente della Germania

Piero Pizzillo

Secondo round nel «match» giudiziario che vede contrapposti una gentile e carina signorina teutonica, famosa per meriti paterni, Ulrike Kristina Koehler, 32 anni, figlia del presidente della repubblica tedesca, Horst Koehler, e un ex cocainomane di 37 anni, Giovanni G. , già collaboratore nella comunità di Don Gallo (lavorava in tipografia). In breve, i fatti. Un giorno dell’ottobre ’99 la studentessa Ulrike, ipovedente, venuta a Genova per avere vinto una borsa di studio «Erasmus», incontra Giovanni G. che si offre di aiutarla, visto l’handicap visivo, conquistando la fiducia della giovane che gli dà i codici segreti delle sue carte di credito. Giovanni, però, secondo quanto scrive il pm Pier Carlo Di Gennaro nella richiesta di rinvio a giudizio, non ne fa un uso corretto. Anzi, le sottrae dalla borsa le carte di credito e anche denaro in contanti per fare shopping (scarpe, vestiti, libri e altro) per alcuni milioni di lire. Nell’udienza del 10 ottobre, dinanzi al giudice Paolo Lepri, la ragazza conferma le accuse contenute nella denuncia, aggiungendo che non vi era stata una relazione ma si erano dati solo un bacio. Ieri mattina l’imputato (che si era già visto archiviare dal pm una sua querela per calunnia nei confronti di Ulrike), difeso dall’avvocato Roberto Fontana, ha detto che c’è stato un rapporto durato tre mesi, che gli acquisti erano dei regali da parte della ragazza, che pagava anche la droga per entrambi, visto che tra i due era lei che aveva i soldi, prelevando dal bancomat, quotidianamente, circa 500 mila lire. Prossima udienza, il 27 febbraio.