Il ladro imbranato tenta il colpo al congresso di polizia

Usa, il giovane bandito maldestro è entrato in un albergo per derubare uno degli ospiti. Ma il "prescelto" era un ufficiale

Nuovo record negli Stati Uniti, città di Harrisburg, capitale della Pennsylvania. Jerome Blanckett di anni diciannove aveva deciso, venerdì mattina, di fare un furto in un albergo. Questo è il suo mestiere per tirare a campare. È entrato all’Holliday Inn nella periferia est di Harrisburg, ha superato la hall trascurando di leggere il cartello che dava il benvenuto ai poliziotti della sezione narcotici della polizia locale. Erano trecento, giovani e forti, riuniti in congresso per studiare gli sviluppi della lotta alla droga.
Jerome si è infilato in uno dei bagni dell’hotel, ha estratto dai jeans la pistola che aveva caricato e ha aspettato di derubare la prima persona che gli fosse capitata di fronte. Si è aperta la porta ed è spuntato mister John Comparetto, non proprio uno qualunque. Comparetto, infatti, ha cinquantasei anni, è un luogotenente in pensione della polizia di New York city dalla quale si è ritirato nel millenovecentonovantanove ma, per non perdere la buone abitudini lavora part time per la contea di Rockland New York, a fianco dell’ufficio dello sceriffo. Erano le otto e un quarto del mattino e Comparetto ha dato una veloce occhiata al tipo che si stava lavando le mani, non era di quelli giusti, indossava jeans larghissimi e un soprabito scuro. Smaltite le pratiche idriche Comparetto ha aggiustato la zip dei pantaloni, stava per avvicinarsi al lavandino e si è trovato di fronte il Blanckett che gli puntava contro la pistola a tamburo: «Fuori i soldi e dammi il telefono», il ragazzo ha strappato di mano al poliziotti il cellulare e centotrentotto dollari: «Adesso tira giù i pantaloni, resta lì fermo e se provi a inseguirmi di ammazzo!». Roba da film, americano ovviamente. Preso il bottino, Jerome se l’è svignata ma Comparetto, memore dei bei tempi, dopo aver tirato su i pantaloni, per evitare commenti maliziosi, è scattato come Bolt, è uscito dalla toilette ed è partito alla ricerca del rapinatore, chiamando in aiuto i propri colleghi che stavano tracannando il classico azione di caffè in attesa di incominciare la conferenza.
In verità Jerome Blanckett non aveva capito bene in che sito si stesse trovando. Si era fermato davanti al bancone della reception e aveva chiesto al portiere di chiamargli un taxi. Nemmeno il tempo di conoscere la sigla dell’auto e i minuti di attesa e alle sue spalle è spuntato, con i pantaloni ben stretti alla vita, mister Comparetto e la sua orchestra, non dico i duecentonovantanove agenti della narcotici ma una squadra ben composta e forzuta. Jerome ha capito che non si trattava dei tassisti, ha alzato le mani e ha strillato, quasi piangendo: «Non sparate, no, non sparatemi». Mister Comparetto si è preso la rivincita: «Se provi soltanto a muovere le mani ti ammazzo io, stavolta». Blanckett è stato trasferito alla prigione della contea di Dauphin, dove dovrà scontare un condanna per altri furti, tentate rapine e presentarsi in tribunale addirittura per un’accusa di «minacce all’ordine pubblico e sospetto di terrorismo». I trecento poliziotti hanno definito il ragazzo «il rapinatore più idiota della Pennsylvania», secondo costume nazionale che organizza sempre una classifica, a prescindere, su qualunque caso di cronaca. Blanckett va ad aggiungersi al guinness dei ladri stupidi, come l’italiano che lasciò i propri documenti nella gioielleria durante il furto a Francoforte sul Meno, quell’altro che, dopo aver svaligiato la cassetta delle offerte (245 euro) in chiesa, restò imprigionato all’interno della stessa chiesa, costretto alla confessione non soltanto dal parroco; quell’altro ancora che si fece beccare, durante il furto notturno in un appartamento, perché il suo telefonino squillò, così svegliando l’inquilino dormiente che risolse il caso a coltellate.
John Comparetto è il nuovo pensionato eroe. I suoi colleghi lo hanno festeggiato, chiedendogli di non abbassarsi più i pantaloni davanti a un uomo.