Il ladro pasticcione colleziona condanne

Seconda condanna in tribunale per il ladro pasticcione, al secolo Elvino Bernazza, 55 anni, torinese, a Genova senza fissa dimora, attualmente ospite del carcere di Marassi, riuscito in poche ore a collezionare tre denunce, finendo per due volte con le manette ai polsi. Ieri il giudice Amerio lo ha condannato a 8 mesi di reclusione per il primo episodio, quello del tentato furto delle due moto. Il processo si è svolto con rito abbreviato, chiesto e ottenuto dal difensore Aldo Nappi, con riduzione di un terzo della pena. Condanna che si aggiunge alla precedente di 3 mesi, inflitta il giorno 10 dal giudice Annalisa Giacalone per avere l’imputato (difeso da Luca Rinaldi) tentato di rubare su uno yacht in porto.
Bernazza, ladro, non sappiamo quanto esperto, ma sicuramente in disaccordo con la «dea bendata», la sera dell’8 decide di rubare una moto di grossa cilindrata, accende il motore, parte a razzo, ma non s’accorge che la ruota posteriore è legata a una catena, finisce a terra, e abbandona l’impresa. Il tempo per riprendersi, monta su un motorino, cerca di partire, ma forse perchè ha collegato male i fili, il mezzo prende fuoco. Arriva la polizia. L’indomani l’avvocato Nappi chiede i termini a difesa, e il giudice scarcera Bernazza, in attesa del processo. Una volta libero, il ladro ritene meno pericoloso andare a rubare sull’imbarcazione, ma è scoperto e riarrestato.