Ladro pendolare «ripuliva» case solo in trasferta

Si svegliava all’alba, indossava tuta e cappellino da baseball, caricava in macchina quattro borsoni neri e da Aprilia raggiungeva Rieti, dove metteva a segno furti rigorosamente tra le 8,30 e le 13,30. Questa la ricostruzione effettuata dalla squadra mobile reatina in collaborazione con gli agenti di Aprilia e della capitale, che ha portato a individuare come responsabile delle decine di furti compiuti da ottobre 2005 a febbraio 2006 a Rieti, con un incremento esponenziale con il passare delle settimane, fino ad arrivare a 10-15 episodi mensili, il 60enne romano A.M.. Un’operazione di Polizia giudiziaria illustrata ieri in conferenza stampa presso la questura di Rieti dal capo della squadra mobile reatina Enrico Simeoni e culminata, dopo aver seguito senza esito due piste che portavano ai campi nomadi capitolini e ad alcuni immigrati clandestini dell’Est europeo, con il blitz compiuto nell’abitazione dell’uomo qualche giorno fa su disposizione del sostituto procuratore Rosalia Affinito. A casa di A.M. sono stati trovati molti oggetti di valore, probabilmente provenienti dai furti compiuti, in particolare argenteria, monili e sculture in avorio, gioielli, orologi, monete antiche e 12 quadri tra cui 2 di Guttuso e 3 di De Chirico su cui sono in corso accertamenti per verificarne l’autenticità. L’uomo, non essendo stato colto in flagranza di reato, è attualmente indagato in stato di libertà anche per altri furti compiuti a Grosseto e Firenze, mentre la Questura reatina diffonderà nelle prossime ore, anche sul sito www.poliziadellostato.it, le foto degli oggetti rinvenuti per trovarne i proprietari e ricostruire i furti compiuti dall’uomo. Il ladro si concentrava in particolare nelle vie Paolessi, De Juliis, Pietro Boschi e viale Maraini aiutato da un complice di cui la Squadra mobile reatina sta ultimando l’identificazione.