Lady Asl, spunta un’altra tangente

L’inchiesta su Anna Iannuzzi (l’imprenditrice altrimenti nota come «Lady Asl») nell’ambito della quale stanno mano a mano affiorando gli illeciti commessi nella sanità in questi ultimi dieci anni ha portato a una nuova raffica di arresti. Ieri i carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale hanno eseguito nei confronti di quattordici persone un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Luisanna Figliola su richiesta dei pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri. Le accuse contestate sono quelle di corruzione aggravata, truffa e falso ideologico. Oltre che alla Iannuzzi e al marito Andrea Cappelli, entrambi già detenuti, il provvedimento era destinato fra gli altri all’ex direttore generale della Regione Franco Schina e all’ex direttore regionale della commissione Istruzione e formazione Francesca Peruzzi. Nel mirino degli investigatori vi sono dei corsi di formazione che pur non avendo mai avuto luogo hanno ricevuto dalla Pisana i finanziamenti necessari alla loro realizzazione. Inoltre si punta a fare chiarezza intorno al pagamento di una tangente da 600mila euro che ieri era all’origine di un’altra ordinanza di custodia cautelare. A essere tirato in ballo questa volta è l’ex assessore regionale alla Formazione Giorgio Simeoni, nei confronti del quale è stata inoltrata alla Camera una richiesta di autorizzazione all’arresto. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla Iannuzzi, in carcere ormai dal 4 febbraio scorso, la presunta tangente all’assessore sarebbe servita a ottenere la riconferma dell’allora direttore generale della Asl B Cosimo Giovanni Speziale. «Sono perplesso oltre che sbigottito - ha dichiarato Simeoni - ho appreso la notizia dalle agenzie di stampa. Ribadisco tuttavia la mia assoluta estraneità a qualsiasi forma di mercimonio e non esiterò a denunciare chiunque direttamente o indirettamente abbia contribuito a questa azione persecutoria nei miei confronti».
Le indagini per ora si concentrano in particolare sui corsi fantasma della Regione, in cui risulta coinvolto proprio l’ex segretario di Simeoni. Secondo quanto si legge nell’ordinanza, ammontavano in tutto a una decina ed erano dedicati alla formazione di materie parasanitarie come musicoterapia, logopedia e assistenza ai disabili. L’iscrizione avveniva esclusivamente via internet e, nella maggior parte dei casi, i partecipanti erano gli stessi dipendenti della società della Iannuzzi. Quanto al meccanismo usato per sottrarre soldi alla sanità sarebbe stato sempre lo stesso. La Iannuzzi, dopo essersi aggiudicata il bando del corso di formazione e aver beneficiato del finanziamento della Regione, tornava sui suoi passi restituendo però solo una parte dei fondi ottenuti. In questo modo avrebbe intascato oltre un milione di euro. Ma per gli inquirenti non si tratta altro che di una goccia in un oceano d’illegalità.
Nel frattempo ieri si è costituito Franco Vaia, l’ex direttore sanitario della Asl D sul quale dal 7 luglio pendeva un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. La misura nei confronti di Vaia era stata emessa assieme a quelle che hanno portato in carcere l’ex assessore ai Trasporti Giulio Gargano e l’ex commissario straordinario dell’Ipab «San Michele» Marco Buttarelli.