Lady Flavia ai giornalisti: «Che amarezza»

La moglie del leader dell’Unione: «Abbiamo dato ai nostri figli 870 milioni per comprarsi la casa. Era tutto permesso dalla legge»

da Bologna

Gli articoli dei pochissimi giornali che hanno riportato la notizia della donazione ai figli e le polemiche scaturite non sono piaciuti alla moglie di Romano Prodi. Toccato nel vivo degli affetti familiari, il cuore di mamma Flavia Franzoni ha avuto un penoso sobbalzo che l’ha indotta a convocare in quattro e quattr’otto una conferenza stampa a Bologna per replicare alle presunte insinuazioni sul trasferimento di una forte somma (870mila euro) ai figli Giorgio e Antonio registrato il 16 maggio 2003.
Un atto di liberalità legittimo e regolare, eseguito in conformità alle leggi (e nessuno aveva scritto il contrario). Proprio in virtù della prima riforma varata dal governo Berlusconi, su quella donazione non è stato pagato un centesimo di tasse. Non sarebbe stato così se il passaggio fosse avvenuto durante i cinque anni di governo del centrosinistra, e probabilmente non sarebbe stato così neppure se i coniugi avessero aspettato i prossimi mesi, visto che Prodi ha annunciato di voler ripristinare l’imposta abolita.
«Sono amareggiata. Una nostra corretta decisione di genitori è stata usata per fini politici, per spaventare le famiglie italiane dicendo loro bugie», ha esordito la signora Prodi che ha parlato di «trabocchetti inventati» prima di precisare quello che - per la verità - Il Giornale aveva già riportato. «Tre anni fa, nel 2003 - ha proseguito - dopo che i nostri figli si erano sposati abbiamo dato loro il denaro per comprare i loro due appartamenti. Circa 430mila euro a testa. Per fare questo, quando si tratta di non modiche cifre è la legge che richiede di fare un atto pubblico di donazione di fronte a un notaio, come abbiamo fatto noi. La maggioranza della gente non la fa perché non lo sa».
Flavia Franzoni ha osservato che «anche il ministro Tremonti in televisione ha riconosciuto che abbiamo rispettato la legge. Siamo stati caso mai particolarmente scrupolosi nel farlo. Tra l’altro le cifre in questione sono lontanissime da quei parecchi milioni di euro indicati come soglia oltre la quale il centrosinistra propone di introdurre l’imposta sulle donazioni e sulle successioni. Convocare la stampa è l’ultima cosa al mondo che pensavo di fare, ma era ricominciato il tormentone e non avevo altra possibilità visto che stasera (ieri per chi legge, ndr) cessa la campagna elettorale e finisce la possibilità di fare delle repliche».
Il resoconto della conferenza stampa redatto dall’agenzia Ansa è riportato anche sul sito www.romanoprodi.it, dove già l’altra sera compariva la lettera indirizzata dai Prodi al quotidiano L’Informazione di Parma e Reggio Emilia. Mamma Flavia e papà Romano spiegavano di aver girato ai figli gli 870mila euro perché «avendo avuto la gioia di vederli “metter su famiglia”, li abbiamo aiutati a “metter su casa”» e di aver voluto compiere con la donazione un «atto di trasparenza».