Lady Flavia e il giallo della società sparita

Aquitania Srl, controllata al 50% della moglie del premier, scompare dalle dichiarazioni patrimoniali. Interpellanza dell’Udc Giovanardi

da Roma

L’Aquitania non è solo la storica regione francese che un tempo fu feudo dei Merovingi. Aquitania è anche il nome di una società a responsabilità limitata con sede a Bologna, posseduta al 50% da Flavia Franzoni Prodi, la consorte del premier. Nella dichiarazione dei redditi del presidente del Consiglio e della sua gentil signora, però, della società non c’è nessuna traccia. A notare la discrepanza è stato il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, l’Udc Carlo Giovanardi, che ha immediatamente presentato un’interpellanza al governo chiedendo chiarimenti sulla situazione patrimoniale di Prodi, in credito d’imposta per 608 euro nel 2005 su un imponibile 89.514 euro.
Negli antefatti qualcosa non quadra. Lo scorso 5 ottobre il sottosegretario alle Riforme, Paolo Naccarato, rispondendo a un’interpellanza dello stesso Giovanardi su presunti conflitti di interessi riguardanti Prodi, ricostruì la struttura azionaria della srl bolognese. «La professoressa signora Flavia Franzoni possiede il 50 per cento di Aquitania», disse il sottosegretario aggiungendo che l’unica attività è stata «l’acquisizione di un contratto di locazione finanziaria relativo a un piccolo capannone» a Bologna con un canone annuo di 77.531,44 euro.
Nelle dichiarazioni depositate alla Camera e firmate in data 27 luglio 2006, però, il 50% di Aquitania non è denunciato. A parte la comproprietà di quattro fabbricati a Bologna Franzoni ha denunciato un imponibile di 9.714 euro con un credito di imposta di 10.365 euro. A questo punto Giovanardi si è chiesto «a cosa sia dovuta la discordanza tra quanto dichiarato dal sottosegretario Naccarato e la situazione patrimoniale presentata da Romano Prodi a luglio».
Va ricordato che le dichiarazioni si riferiscono ai redditi percepiti nel 2005. Si tratta dello stesso anno nel quale Aquitania srl balza all’onore delle cronache. A novembre Il Tempo e Il Giornale danno conto dell’adesione di Aquitania ai condoni fiscali di Tremonti mettendo in evidenza come la famiglia del futuro premier si sia avvalsa di una misura pubblicamente criticata. In quei giorni entrambi i quotidiani scrivono che la società è detenuta al 50% da Flavia Franzoni Prodi e al 50% da Simbuleia, una società per azioni controllata al 100% da Euromobiliare Fiduciaria, subentrata nel corso degli anni alla Ase, una srl controllata pariteticamente da Prodi e consorte e poi chiusa. Tanto Aquitania quanto Simbuleia (nonché la vecchia Ase) hanno sede a via Castiglione 21 a Bologna, sede dello studio del commercialista Gnudi.
Nessuna smentita. Solo una precisazione dell’amministratore di Aquitania, Gian Luca Nanni Costa (pure presidente di Simbuleia): «L’adesione alla sanatoria è stata effettuata in seguito al parere da me fornito al fine di mettere al riparo la società da eventuali errori di natura contabile». Nel settembre 2006, dopo il caos scatenato dal piano Rovati, Il Giornale indagò sulle partecipazioni dell’ex consulente di Palazzo Chigi ricordando, con Aquitania e Simbuleia, anche Antelao, un’immobiliare con sede a via Castiglione 21 controllata da Euromobiliare Fiduciaria e partecipata dalla Ieffe Holding di Rovati. Nessuna smentita. Infine l’interrogazione di Giovanardi. Naccarato confermò. Le carte di Montecitorio no.