Lady Gaga regina del pop surclassa il soul di Adele

nostro inviato a Belfast

Insomma, cifre alla mano sembra che Lady Gaga abbia vinto facile, quattro premi a lei e zero alla rivale Adele (assente per i guai alla gola). E che premi, quasi tutti votati online dal pubblico: miglior artista femminile, canzone (Born this way), video e statuetta per i “fan più scalmanati”. Ma basta pensarci un po’ e si capisce che agli Mtv Europe Music Awards hanno vinto tutt’e due perché, dopotutto, l’umiliante quattro a zero scatenerà la faida tra fans, vera manna per il pop. A farla breve, qui nella scintillante Odyssey Arena, Gaga “Montecchi” e Adele “Capuleti” si sono gettate il guanto, guelfi pop e popular da una parte e ghibellini soul e fighetti dall’altra, fashion victims contro nostalgici Motown e via dicendo, con buona pace di Madonna: due anni fa era una dea e ora chi l’ha vista. In fondo neanche lei ha mai cantato su di una luna a cinque metri da terra come ha fatto Gaga intorno alle dieci di sera per poi finire la canzone Marry the night quasi in bikini. Va bene, direte, esagerazioni glamour. Può darsi, ma il pop.2, la nuova fase del pop, è anche questo. E da un bel po’. Alla fine, due orette di show in mondovisione, presentato dalla Selena Gomez fidanzata arrabbiata di Justin Bieber e aperto dai Coldplay (con Every teardrop is a waterfall) che erano nel posto giusto, il gran galà del pop: perché loro con il rock ormai hanno chiuso. Ma qui, nel regno di Mtv e della musica usa e getta, alla fine contano più che altro i gossip. Come questi.
Gaga laqualunque. Ne ha combinate di tutti i colori, la signorina Germanotta. Appena atterrata, ha spedito l’assistente a fare shopping alla House of Fraser, ha acquistato una chaise-longue color argento, due macchine Nespresso, servizio da tè in porcellana cinese e guai a chiunque abbassasse la temperatura del camerino sotto i trenta gradi: sua maestà patisce il freddo. Poi ha preteso di provare a porte chiuse e una stuntman per verificare il palco. Però lei è professionale. E in prova ha riso soltanto quando le fiamme del suo show hanno fatto scoppiare alcuni palloncini della coreografia dei Coldplay. Che, detto tra noi, faceva già ridere di suo.
Rock vecchio stile. I Queen si sono presi il premione «Global Icon», hanno preteso in camerino il costoso whisky J&B Rare e hanno suonato per ultimi (Show must go on, We will rock you e We are the Champions con il fenomeno di American Idol, Adam Lambert). Ma per qualche giorno avevano provato a metter su un duetto con Lady Gaga. La canzone? Ovvio, Radio Ga Ga. Ma tutto è saltato anche se a un certo punto sembrava che toccasse ad Amy Lee degli Evanescence. Poi nulla: il confronto con Freddie Mercury fa ancora paura.
Il Cary Grant under 18. Parlando con le centinaia di ragazzine in attesa fuori dall’Hotel Europa, er pupone Justin Bieber, classe 1994, è un principe azzurro. Invece a sentire la sua fidanzatina Selena Gomez, che ieri l’ha pure dovuto omaggiare per i suoi due premi, è un gigolo da strapazzo viste le indiscrezioni su di una sua scappatella con bebé in arrivo. Lui smentisce tanto che gli frega: lei non lo molla e intanto il suo bel faccino di Stratford, Canada, si guadagna pure l’allure da Cary Grant di nuova generazione.
Mi manda supercar. In questa alluvione di minorenni, il più fuori posto, c’è da dirlo, è stato David Hasselhoff, fustacchione pensionabile che i cinquantenni conoscono grazie al telefilm Supercar e i trentenni ricordano in Baywatch di fianco, ebbene sì, a Pamela Anderson. Ieri, nella lunga fila di “premiatori” c’era pure lui insieme con Snooki Polizzi di Jersey Shore, Hayden Panettiere, Katy Perry e nientemeno che Lena, semi popstar tedesca. Boh.
Uno show esagerato. Alla fine, uno spettacolo monstre, con concerti a parte di Red Hot Chili Peppers alla Ulster Hall e degli indigeni Snow Patrol davanti al Municipio. Musica ovunque. Ma forse a render meglio l’idea dell’enormità sono alcune cifre: sono state consumate 28mila bottiglie d’acqua e 6 tonnellate di ghiaccio, applicate almeno 300 ciglia finte e occupate ottomila stanze nei 39 alberghi di Belfast. Poi uno dice che il pop non muove l’economia.