L'affondo del Cav sul Quirinale "Il suo staff è troppo puntiglioso"

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Berlusconi a Milano: &quot;Vi stupirà sapere che il presidente del Consiglio non ha un telefonino e non perché non possa
averlo, ma perché è esposto a ogni tipo di intercettazione. Un paese così non è libero e civile&quot;. Poi: &quot;Sulle intercettazioni un patto Fini-Anm&quot; 
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Milano - E' un presidente del Consiglio particolarmente energico quello che interviene alla presentazione dello sportello del Pdl "Al Servizio degli Italiani". Berlusconi ribadisce che "il Pdl da quando è nato è il primo partito italiano". Il Cavaliere ha così confutato alcuni sondaggi apparsi sui "giornali di sinistra". "I nostri ci danno al 30,6%", ha sottolineato il premier, ammettendo che "con la diaspora di Fini abbiamo perso qualcosa". Non si tratta però tanto di chi è andato con Fini quanto alla crescita "dell’area degli indecisi". "Come prima forza politica - ha concluso - abbiamo la possibilità di elevare la percentuale invitando gli indecisi".

"Il Colle interviene su tutto" Il premier denuncia l’inadeguatezza del nostro sistema istituzionale, con particolare riferimento all’iter legislativo, rispetto alle esigenze del paese. "Noi abbiamo a che fare con un impianto istituzionale che è stato così fatto dai padri costituenti, che avevano la preoccupazione di non consentire al governo di essere forte dopo 20 anni del regime fascista, in effetti hanno dato tutto il potere al parlamento, al capo dello Stato e alla Corte costituzionale, e hanno assolutamente imbrigliato in tutti i modi il governo e il presidente del Consiglio. Quando decidiamo una legge avendo avuto l’ok dal presidente della Repubblica e da tutto l’enorme staff che lo circonda e che interviene puntigliosamente su tutto - spiega il capo del governo - la mandiamo poi in parlamento", dove tra commissioni e aula viene più volte modificata e deve fare la spola tra le due Camere. 

Gli stop della Consulta Il premier sottolinea poi che occorre fare i conti con "tutti i veti incrociati, dei giudici che dicono la loro mentre c’è l’iter, di altre autorità che non dovrebbero intervenire ma intervengono lo stesso, alla fine deve tornare dall’altra parte". "Poi se per caso al capo dello Stato e al suo staff non piace torna alla Camera e al Senato, e se non piace ai pm di sinistra perché limita i loro poteri, impugnano e la portano davanti alla Corte costituzionale che la abroga". Di fronte a tale situazione occorre dunque una riforma delle istituzioni, "che non siamo riusciti a fare perchè mai è stato trovato l’accordo nemmeno all’interno della maggioranza", per avere "un sistema più positivo e dinamico"

Gli sportelli Pdl per i cittadini "Andiamo avanti - prosegue Berlusconi parlando della sua creatura, gli sportelli del Pdl - perché il partito si radichi sempre di più nel territorio e questa iniziativa va proprio in questa direzione". I punti Pdl, spiega il Cavaliere, saranno una sorta di Caaf, ma saranno anche qualcosa in più, occupandosi "di dare assistenza ai cittadini anche in altri settori, come le piccole controversie di lavoro o venire a conoscenza dei benefici derivanti dalle leggi".

Ho rinunciato al telefonino Con particolare verve polemica Berlusconi decide di togliersi un sassolino che da tempo gli sta nelle scarpe: "Vi stupirà sapere che il presidente del Consiglio non ha un telefonino e non perché non possa averlo, ma perché è esposto a ogni tipo di intercettazione. Per questo ho rinunciato da tempo ad avere un telefonino". Il premier ribadisce poi che "un paese in cui non si può parlare liberamente al telefono non è un paese libero e civile".

"Fini aveva un patto con l'Anm" Se il governo e la maggioranza non sono ancora riusciti a fare la riforma della giustizia e una nuova legge sulle intercettazioni è perchè Fini aveva un patto con i magistrati per bloccare le leggi non gradite, stando almeno a quanto ha detto Silvio Berlusconi, parlando ad un’iniziativa nella sede di Confcommercio, nel corso della sua giornata di impegni a Milano. Berlusconi riconosce di "dire una cosa che provocherà reazioni", ma lo dice ugualmente: "C’era un patto di Fini con i magistrati e l’Anm, e tutte le cose che non andavano bene ai magistrati venivano stoppate". 

Standing ovation Se Berlusconi vuole ottenere applausi fragorosi e standing ovation deve solo citare le intercettazioni e la necessità di fare una legge di riforma. Lo spiega lo stesso premier, iniziando la conferenza stampa con il ministro Brambilla: "Quando voglio ottenere una standing ovation - afferma il premier - parlo di intercettazioni. Ora, essendo ancora mattina - scherza Berlusconi con la platea - vi risparmio questa ginnastica...". 

Voto ora sarebbe dannoso "In questo momento - argomenta il capo del governo - una campagna elettorale sarebbe dannosa. La nostra intenzione è arrivare alla fine della legislatura. La situazione economica generale evidenzia che non siamo ancora usciti dalla crisi e poi c’è tutto quello che sta succedendo nel Mediterraneo. Per questo non è il caso di fare adesso una campagna elettorale".

Processo breve "La legge sulla giusta durata del processo ce la chiede l’Europa - spiega Berlusconi - che ci condanna sempre perché abbiamo i processi troppo lunghi. Il fatto che ne avrei qualche beneficio anch’io che sono l’unico e insuperabile indagato della storia dell’umanità, di tutti i tempi, fa sì che non vogliano questa legge anche se è giusta".

I sondaggi: Fli all'1,3% Ricordando che il Pdl si attesta in questo momento al 30%, Berlusconi sottolinea che "non è vero quello che scrivono i giornali - ha spiegato - la fiducia nei nostri confronti non è scesa: il Pdl è al 30%, il terzo polo, se si allea con la sinistra, prende meno del 10%. E poi Fli è all’1,3%".

Nuova battuta sul "bunga-bunga" Il presidente del Consiglio torna ancora sul tema del "bunga bunga" e scherza con la platea riunita a Palazzo Reale. "Vi invito tutti al bunga bunga, c’è da bere, facciamo quattro salti e quattro battute, non c’è nulla di proibito. So che resterete delusi ma io vi ho avvertito". Immediata la reazione della platea di sostenitrici che hanno applaudito urlando al premier "Silvio, Silvio".