Lagat entra nel mito del mezzofondo

da Osaka

Finalmente fuori dall’ombra di Hicham El Guerrouj che l’aveva ridotto al rango di eterno secondo. Bernard Lagat, americano camuffato, ha trovato l’anima del vincente. Keniano affittato dagli americani per tornare a vincere nelle gare di mezzofondo, beniamino del pubblico di Osaka perché sua moglie ha origini giapponesi, è andato a prendersi l’oro dei 5000 metri dopo aver già incassato quello dei 1500 metri. Impresa riuscita a due soli grandissimi del mezzofondo e non certo ai mondiali, dove questa accoppiata è una novità. Paavo Nurmi (olimpiadi di Parigi 1924) e El Guerrouj (Atene 2004) lo hanno preceduto nell’idea e nell’impresa.
«È stata la più bella corsa sui 5000 metri che ho mai fatto», ha raccontato questo ex keniano, nato 32 anni nel villaggio di Kaptel, distretto Nandi, la cui data di nascita (2 dicembre) coincide con l’independence day del Kenya. Pescato positivo all’Epo nel 2003, è stato successivamente scagionato. E nel marzo 2005 ha annunciato di aver preso la cittadinanza Usa, benché fosse già cittadino Usa dal maggio 2004. Storia intricata perché Lagat, in quell’anno, corse i giochi olimpici ad Atene sotto la bandiera keniana, vincendo l’argento nei 1500 m. Per questa ragione il nostro subì un’altra sospensione e non corse ai mondiali di Helsinki. Ma dal maggio 2005 tutti i suoi risultati sono classificati nell’albo della federazione americana. Compresa la vittoria nei 1500 metri di questo mondiale che consegna al nuovo paese un’altra chicca per la storia: gli Usa non vincevano una gara importante(olimpiadi o mondiali), su questa distanza, da 99 anni.
L’idea di cercar la doppietta, ha spiegato Lagat, gliel’ha invece suggerita El Guerrouj, appunto la sua maledizione in pista. Un amico, dice oggi. «Ad Atene mi ha ispirato nell’idea». Il marocchino, per il vero, dopo quella fantastica doppietta ha praticamente chiuso con l’atletica. Lagat ha la faccia di uno che ha scoperto l’elisir di lunga vita. A proposito di elisir: ieri la Iaaf ha annunciato di aver scoperto un caso di positività ai mondiali, definendolo «risultato controverso» ma senza confermare nome o nazionalità dell’atleta.
Comunque Lagat e gli altri hanno concluso il festival americano: 26 medaglie in tutto, 14 d’oro. Allyson Felix ha coronato la sua festa vincendo il terzo oro con la staffetta 4x400, dopo aver conquistato quello nei 200 m. e nella staffetta 4x100. Se Gay è il superman, Allyson è la superwoman di questa edizione. E le staffette americane hanno vinto tutto fra maschi e femmine.