Lager britannici per rinchiudere i comunisti

Lorenzo Amuso

da Londra
Per 60 anni sono rimaste nascoste negli archivi governativi. Le fotografie della vergogna che denunciano l’esistenza di campi di concentramento britannici dove - all'indomani della Seconda Guerra mondiale - sono stati deportati centinaia di prigionieri. Non solo nazisti ma anche «presunti comunisti». Giovani uomini e donne sottoposti al più crudele programma di torture. Sistematicamente denutriti e malmenati, privati del sonno ed esposti al gelo, le immagini mostrano corpi segnati da percosse e cicatrici, «scheletri che camminano» come li definì uno degli ufficiali della Royal Navy incaricato di portare a termine il piano.
Sofisticate tecniche di sevizia psico-fisica mutuate dalla Gestapo in nome della democrazia occidentale. Considerando inevitabile lo scoppio del terzo conflitto mondiale, negli ultimi mesi del 1946 il War Office aveva approvato un programma di detenzione e torture per gli ex fiancheggiatori del regime nazista e i «futuri sostenitori dell'Unione Sovietica», al fine di raccogliere informazioni sull'esercito e i servizi segreti nemici. Le tre fotografie pubblicate dal Guardian, che afferma peraltro di possederne numerose altre ma di aver preferito non pubblicarle perché ritenute «troppo scioccanti», risalgono al febbraio 1947, scattate nel lager di Bad Nenndorf (Germania). Tra i 372 uomini e le 44 donne rinchiuse e interrogate tra il 1945 e il 1947, almeno due detenuti presunti comunisti sono morti di fame, un terzo è deceduto per le violenze, mentre molti altri hanno sofferto gravi malattie e mutilazioni. Un tragico bilancio che ha spinto diversi membri dell'attuale parlamento a chiedere al ministero della Difesa di chiarire le responsabilità e chiedere pubblicamente scusa alle vittime.
«È troppo tardi per sentirsi responsabili, ma non è tardi per conoscere la verità», ha commentato Nick Harvey, portavoce dei Liberal Democratici. «La convinzione che la Gran Bretagna non sia mai ricorsa alla tortura, ritenuta inefficace, durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni successivi è una mitologia che è stata propagandata con successo per decenni. Adesso i fatti parlano chiaro», gli ha fatto eco Shermann Caroll, dell'associazione Medical Foundation for the Care of Victim of Torture.
Il dossier pubblicato dal Guardian in base al Freedom of Information Act evidenzia inoltre l’impegno del governo laburista dell'epoca, guidato da Clement Atlee, a nascondere il programma. Una fuga di notizie avrebbe potuto portare all'accusa «di aver trattato gli internati con modalità che ricordano i campi di concentramento tedeschi». Quattro mesi fa le immagini sono state rimosse da un rapporto di polizia sui maltrattamenti dei detenuti di uno dei centri di detenzione britannici vicino ad Hannover per essere poi consegnate al quotidiano britannico. Chiamato in causa il ministero della Difesa ha preso le distanze dallo scandalo, precisando che «i centri di interrogatorio erano competenza del ministero degli Esteri».