Il lago d’Iseo celebra per due giorni il suo olio

A Marone assaggi, confronti e i piatti dei grandi chef, da Bartolini a Fusari

Una golosa tre giorni sul lago d’Iseo, a Marone, protagonista assoluto l’olio extravergine d’oliva Dop del Sebino. Iniziativa, all’ottava edizione, del Comune ospitante con la Provincia di Brescia, la Comunità montana del Sebino Bresciano e la Regione Lombardia. Itinerario obbligato per chi vuol testare alcuni tra i più ricercati oli in circolazione: alla rassegna aderiscono, oltre ai produttori del Sebino, le aziende del consorzio Olio Dop dei laghi lombardi e altri importanti centri come Andria, Trequanda e Cavaion Veronese. I palati esigenti non mancheranno l’appuntamento. La prima cena evento si è tenuta ieri sera e l’ha curata il giovane chef toscano Enrico Bartolini, del ristorante Le Robinie di Cà d’Agosto Montescano, nel Pavese. I ristoratori di Marone entrano in scena oggi con menu dedicati, quando la buona cucina si accompagnerà alla poesia. Dalle 20.30 poi lo spettacolo di musica e recitazione dal titolo «Elàia non sorride - Alle sorgenti dell’olio», rime intervallate da piatti della tradizione locale.
Domani infine, si sale a bordo di un battello in viaggio lungo il Sebino. Cena romantica per due, preparata dallo chef Graziano Cominelli della Piazzetta di Brescia. A concludere la serata e rendere ancor più suggestiva l’atmosfera sul lago, uno spettacolo pirotecnico (partenza prevista per le 19.30, costo 45 ). I visitatori potranno conoscere meglio il circondario, terra d’origine dell’olio Dop, grazie ai tre percorsi spalmati lungo il week-end, tra bellezze paesaggistiche, artistiche e collaterali. Per informazioni 030.353150.
All’anteprima in quel di Milano c’era la stella Michelin Vittorio Fusari, chef al Volto di Iseo, che ha illustrato le caratteristiche dell’extravergine Dop del Sebino. «Meno grasso rispetto a quelli del Sud, appena amaro e piccante, fragranza unica. Ideale a crudo, specie sui piatti di pesce». Eppure una delle migliori applicazioni è il manzo all’olio croccante, che rivisita la tradizione popolare in chiave moderna. «Il segreto è la doppia cottura: la prima bassa con l’extravergine, la seconda a tempura, a 170 gradi, per rendere la giusta fragranza».