Il lago dei cigni, una favola raccontata sulle punte

Barbara Catellani

Ed eccoci alla terza tappa dell'affascinante percorso fiabesco che segna il cartellone lirico del Carlo Felice: dal mondo variopinto del «Flauto Magico», attraverso le tinte inquietanti del lugubre castello di Barbablù, gustiamo ora la Russia dei racconti di magia, con fanciulle celate sotto misteriose e candide sembianze, maghi malvagi e principi innamorati.
Ma «Il Lago dei Cigni» non è soltanto una bella favola, è anche e soprattutto uno splendido capolavoro, un magistrale equilibrio di lirismo e drammaticità che il genio di Caikovskij ha donato all'arte del Balletto.
E il «Lago» che debutterà in versione integrale questa sera è davvero speciale, come sostiene Zurab Sakhokia, direttore del Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca che sarà protagonista sul palco del nostro teatro.
«Mi darò molte arie - ha detto in conferenza stampa - ma è vero che il nostro allestimento, con le coreografie di Vladimir Bourmeister, è decisamente il migliore; del resto da più di cinquant'anni, e più precisamente dal 1953, anno del suo debutto in tal versione, è così che il "Lago" viene proposto in molti teatri d'Europa, sempre riscuotendo un grandissimo successo».
Ed è vero che la maestria di Bourmeister ha contribuito al fascino che circonda l'impeccabile lavoro del compositore russo. «Non solo perché viene recuperata l'originale partitura caikovskiana - continua Sakhokia - ma anche perché Bourmeister riesce a superare la dicotomia tra danza e narrazione, donando un'intensa impronta di drammaticità, quella poi voluta da Caikovskij e sottolineata dalla sua musica, di forte partecipazione emotiva e fisica dei personaggi alla storia; insomma, rendendo reali, pregnanti i sentimenti e le passioni, il tutto unito ad un impeccabile virtuosismo tecnico, che è cifra dei componenti della nostra compagnia da sempre, di quelli di ieri, sempre attivi con i loro preziosi insegnamenti, e dei giovanissimi che oggi ci presentano nel vostro splendido teatro».