Lagunari e S. Marco uniti debutta la brigata anfibia

I mille uomini della forza da sbarco sono addestrati all’assalto e alle incursioni

Andrea Nativi

È il debutto operativo per la «Forza di proiezione dal mare», la brigata anfibia italiana, i cui uomini (e donne) sbarcheranno in Libano venerdì, in quella che diventerà la più grande operazione anfibia mai condotta dalla nostra Marina, con il coinvolgimento di tutte e tre le unità d’assalto (Lpd), nonché della portaerei Garibaldi. Ad accompagnare queste navi c’è «solo» una corvetta, ma del resto il livello della minaccia è basso e lo sbarco non sarà contrastato, si tratta quasi di uno sbarco «amministrativo».
La brigata anfibia italiana rappresenta un qualcosa di unico a livello mondiale, perché combina la fanteria di Marina, rappresentata dal reggimento San Marco, con un reparto dell’Esercito, il reggimento Lagunari Serenissima.
La nuova unità, che è stata ufficialmente costituita pochi mesi fa ed è subito stata sottoposta a un ciclo molto intenso di preparazione, con l’esercitazione Mare Aperto in Sardegna, sarà pienamente operativa nel 2010, quando potrà mettere in campo oltre 2.500 effettivi. Già oggi però costituisce una forza significativa, con poco meno di un migliaio di uomini nella componente assalto, tutto personale accuratamente selezionato. Una forza d’élite con la capacità di condurre sia vere e proprie operazioni di assalto anfibio, sia colpi di mano anfibi, sia di operare sulla terra ferma, anche in profondità e per periodi prolungati.
L’Italia entra così nel novero dei pochi Paesi che dispongono di vere forze d’assalto anfibio, come la Gran Bretagna, l’Olanda, la Spagna e la Russia, oltre naturalmente agli Stati Uniti.
L’idea di dar vita a un’unità di questo tipo non è una novità; se ne parlava da oltre dieci anni, ma non si era mai riusciti a mettere d’accordo Marina ed Esercito. C’è voluta la legge di riforma dei vertici delle Forze armate e l’insistenza del capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola e dell’allora ministro della Difesa, Antonio Martino, per sbloccare la situazione.
La brigata anfibia inquadra il reggimento Serenissima, che sta perdendo la tradizionale vocazione alle operazioni in ambiente lagunare per acquisire una piena capacità anfibia/assalto, e il reggimento San Marco. Quest’ultimo si articola su due battaglioni, il Grado, l’unità d’assalto, e il Golametto, che fornisce il supporto di combattimento. C’è poi una compagnia operazioni speciali (i cosiddetti «Recon») e gli specialisti Sdo per la demolizione di ostacoli. C’è anche una compagnia per le operazioni navali. Il supporto tecnico-logistico è assicurato dal personale del reggimento Carlotto, mentre i mezzi anfibi utilizzati per il trasbordo nave-spiaggia sono assegnati al Gruppo mezzi da sbarco. La brigata dispone di mezzi d’assalto anfibi e cingolati AAv-7A1, presto affiancati dai più piccoli Arisgator, sia di mezzi da combattimento per la fanteria Vcc. In un prossimo futuro saranno introdotti anche mezzi blindati e ruotati. Una serie di elementi addizionali «pesanti», come artiglieria, genio, difesa contraerea, carri armati, potranno essere forniti dall’Esercito nel caso la missione lo richieda. La brigata anfibia è supportata da elicotteri da trasporto d’assalto Ab-212 e Sh-3D dell’Nla, Nucleo lotta anfibia della Marina e potrà sperabilmente contare su qualche elicottero da combattimento Mangusta dell’Esercito.
In futuro la componente navale da trasporto sarà probabilmente potenziata poiché al momento sono disponibili tre piccole unità anfibie, San Giorgio, San Marco e San Giusto, che possono portare al massimo un migliaio di uomini. Altri 300 potranno essere imbarcati sulla portaerei Cavour, in costruzione.