Laicità e libertà di religione: la sfida nella comunità italiana

Nel futuro il confronto con le diverse anime dell’ebraismo e con il nuovo scenario politico

Ariela Piattelli

da Roma

È una partita elettorale importante quella che dovrà giocare l'ebraismo italiano il prossimo 28 maggio, data in cui i 30.000 iscritti alle Comunità si recheranno alle urne per designare i delegati al congresso dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), che si terrà a Roma il 2, 3, e 4 luglio per rinnovarne il consiglio e per poi decidere il nuovo presidente dell'Ucei. Fino ad oggi, dopo le dimissioni di Amos Luzzatto, è stato il giovane presidente, l'avvocato Claudio Morpurgo a prendere le redini dell'Ucei. L'Italia ebraica è stata suddivisa in tre circoscrizioni elettorali: Roma-Napoli, Milano-Mantova, e tutte le altre comunità. Nella circoscrizione che comprende Roma (la comunità ebraica più numerosa con circa 15mila iscritti) sono sei le liste presentate, tra cui «Per Israele», che nelle precedenti elezioni ha avuto come candidata Fiamma Nirenstein, l'editorialista della Stampa che ha ottenuto la maggioranza dei voti. «Per Israele» propone quattordici candidati, tra cui lo storico Giorgio Israel, l'attuale vicepresidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, e la giovane Raffaella Spizzichino, ex assessore alla cultura della comunità ebraica oggi attiva nel campo della comunicazione. Per la lista «Per i giovani, insieme» si presentano sempre quattordici candidati, tra cui l'architetto Luca Zevi e l'assessore alla cultura della comunità di Roma Victor Magiar. La lista «Per Israele» torna anche nella circoscrizione Milano-Mantova, ed ha tra i nomi di spicco il portavoce degli ebrei milanesi Yasha Reibman ed il presidente della comunità Leone Soued. L'ex presidente della comunità milanese Roberto Jarach è alla guida della lista «Kadima», mentre per le altre comunità c'è la lista «Per le comunità» che presenta tra gli altri la delegata ai giovani Claudia De Benedetti.
Le divisioni, le divergenze di pensiero tra le liste sembrano non avere in realtà un colore politico: all'interno delle istituzioni comunitarie non esistono destra e sinistra, la differenza sta nel come si concepisce la gestione della vita ebraica. I temi che saranno presumibilmente all'ordine del giorno al congresso rivelano le sfide che l'ebraismo italiano dovrà affrontare nei prossimi anni: oltre all'elezione del nuovo presidente e i problemi interni alla gestione delle risorse (l'otto per mille) e del culto (la diffusione dei prodotti alimentari kosher), si discuterà la problematica della laicità delle istituzioni e la libertà di religione, argomento che sta particolarmente a cuore al presidente Morpurgo. Alcuni gruppi proporranno l'incompatibilità tra le cariche nel consiglio delle comunità ebraiche e l'aspirazione del singolo a partecipare alla vita politica del nostro paese, diritto più che legittimo del cittadino, ma ritenuto da molti assai inconciliabile con le cariche comunitarie. La grande sfida dei prossimi anni resta comunque la relazione con il mondo islamico: far fronte alla minaccia del terrorismo e portare avanti il dialogo con l'Islam moderato. Anche il rapporto con la chiesa cattolica, alla luce del nuovo pontificato, è all'ordine del giorno. Nel dibattito tutto interno all'ebraismo italiano, legato profondamente all'ortodossia moderna nella quale si identifica, si discuterà a proposito delle diverse forme di ebraismo che si affacciano sul panorama italiano e che potrebbero mettere in discussione l'ortodossia religiosa. Si parlerà anche delle nuove leve, i giovani: seppur molti ragazzi continuano a riconoscersi nell'Ugei (Unione giovani ebrei italiani presente per statuto al Congresso dell'Ucei), in questi anni sono nate e si sono sviluppate altre importanti realtà giovanili che chiedono maggior supporto e sostegno, quali il Benè Berith Giovani ed il gruppo «Lesson Party». La partita è dunque importante e la posta in gioco lo è ancora di più: sarà infatti il nuovo consiglio insieme al futuro presidente dell'Ucei a doversi confrontare con le diverse anime dell'ebraismo, dell'Italia, ed anche con il nuovo scenario politico.