L'albero di cristalli accende la Galleria E la magia inizia...

Dedicato al gioco e alla gioia di trascorrere momenti in famiglia fra tradizione e innovazione

Carlotta Dadda

È la luce. La differenza è la luce. Perché hanno un modo tutto loro di catturarla, trattenerla e poi rifletterla. Se così non fosse, l'esatta formula di vetro e piombo che li compone non sarebbe custodita come segreto industriale da quasi centovent'anni. Non sono gioielli e non sono bijou: sono Swarovski, cristalli Swarovski. Che diventano tutto: bracciali, orologi, lampade, pupazzi, perfino un Albero di Natale. Nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano («è il salotto della città, e come si fa a non avere l'albero in salotto?») per il quinto anno consecutivo, ma anche al Rockefeller Center a New York e a Zurigo e a Shanghai Perché Swarovski porta per il mondo lo spirito del Natale, che è tradizione, innovazione (per la seconda volta quello di Milano sarà un albero «digitale»), è famiglia, è gioco, è magia, è luce. Quello di Swarovski è alto dodici metri, è decorato da più di diecimila ornamenti (tra i quali mille stelle di Natale Swarovski), acceso da trentaseimila luci e ha un grande puntale a forma di stella. Martedì scorso, l'albero è stato illuminato (la madrina era Belen, già testimonial dell'azienda austriaca e con lei c'era anche il figlio Santiago).

«È un impegno che abbiamo preso con la città anni fa e ci piace onorarlo, anche se è un impegno economico importante e se non vi è un ritorno immediato. Ma è una direzione che vogliamo dare ed è un piacere» spiega Michele Molon (Executive Vice President Omnichannel and Commercial Operations) veronese orgoglioso che ha il «fare», in contrapposizione al «dire», come religione («perché il fare aiuta») ed è convinto del fatto che i numeri, molto spesso, dicano la verità prima delle sensazioni. Lui che, tra le altre cose, ha voluto introdurre la produzione degli orologi e oggi, Swarovski, ne vende uno ogni circa dieci minuti in tutto il mondo. Negli anni, Molon ha scalato l'azienda dall'interno e ormai assomiglia all'azienda. Non hanno un target perché hanno tutti i target tanto è capace, quello «sberluccichio», di ipnotizzare in maniera trasversale. Ma tornando a Milano, alla Galleria, al Natale, continua. «E sotto all'albero, abbiamo messo ciò che non ti aspetteresti sotto a un albero, con il pubblico che può immortalarsi ed essere parte di una grande comunità virtuale. È un po' un assaggio di quello che abbiamo fatto nel nuovo negozio di Londra, che è uno store anticipatore dei tempi nel quale, tra le altre cose, sarà anche possibile sperimentare un nuovo modo di acquistare: digitale, ibrido o tradizionale. Ed è solo uno dei nuovi progetti dell'azienda tra digitalizzazione e progetti omnichannel...».

L'azienda che ha trovato la sua perfetta velocità di crociera oscillando tra la tradizione e l'innovazione. «Già, tradizione e innovazione» riprende Massimo La Greca (Managing Director CGB, Consumer Goods Business) tornando all'albero e al suo aspetto più sognante: la mostra, la giostra retrò, la dimensione del gioco che è stata fondamentale per «tirarci grandi tutti». Racconta La Greca: «Abbiamo fatto convivere l'alce, la slitta, le creazioni di cristallo dell'archivio Swarovski, le postazioni digitali, gli schemi interattivi e le fiabe rivisitate. Alla base dell'Albero è allestita una mostra dedicata alle creazioni in cristallo ispirate al tema del gioco e dei ricordi d'infanzia e realizzati dalla maison in oltre 120 anni di storia. L'esibizione vivrà in otto vetrine che racconteranno i giochi cult del passato e del presente». Ma l'impegno di Swarovski nei confronti della città di Milano non finisce qui e non si esaurisce col Natale. L'azienda sosterrà il Comune col progetto «Bibliocoding».

«È fatto in collaborazione con alcune biblioteche dislocate in varie zone della città» prosegue La Greca «il progetto permetterà ai bambini di approcciare le nuove tecnologie e il digitale, che sono ormai aspetti fondamentali della vita». Brillanti, si diceva... In tutti i sensi.