L'Albinoleffe si gioca lo «scudettone»

Due scudetti per uno scudettone. Accade alle 17 di oggi a Montepulciano (Siena) dove gli allievi del Parma, allenati da Cristiano Lucarelli, freschi vincitori del titolo di campioni d'Italia per le serie A e B, si confronteranno con i pari età dell'Albinoleffe che, guidati da Federico Caccia, si sono aggiudicati il titolo per la Lega Pro. In sostanza, due squadre che rappresentano quanto di meglio propone il nostro calcio per il futuro, nemmeno tanto lontano. Il Parma, che in finale ha superato l'Empoli 2-1, è formato da giocatori nati nel '96, mentre gli avversari, che hanno battuto 3-0 il Fano, schierano ben 6 elementi del '97. Per l'Albinoleffe si tratta del secondo scudetto della sua storia, il primo risale a 13 anni fa, ma quest'ultimo assume un significato particolare perché è il frutto di una programmazione caparbiamente voluta dal presidente Gianfranco Andreoletti e portata avanti da Giovanni Bonavita, classe '71, ex centroavanti con onesta carriera iniziata nell'Atalanta e proseguita vestendo le maglie di Venezia, Spal, Torres e altre minori. Da alcune stagioni, infatti, tutto il vivaio bluceleste (nove squadre dai pulcini agli allievi) segue i metodi di lavoro applicati da Barcellona e Bayern Monaco. Tutti gli istruttori, guai a chiamarli allenatori, insegnano ai giovani le stesse cose e applicano gli stessi principi. I concetti seguiti sono: tecnici, fisici, cognitivi e caratteriali. Tutto avviene nello splendido centro sportivo di Zanica, a due passi da Bergamo, un'oasi di verde con campi di calcio, giardini fioriti e alberi secolari. E' qui che Bonavita segue i movimenti del suo piccolo esercito e dove il presidente osserva che tutto fili per il giusto verso, perché il vivaio costituisce l'unica risorsa per la società. Non è un caso se la prima squadra, la più giovane del girone, nel recente campionato si è piazzata a ridosso delle prime nonostante una pesante penalizzazione e il ricordo traumatico del calcio scommesse. E non è un caso che il gruppo campione d'Italia – composto da 24 giocatori – sia formato in prevalenza da bergamaschi con le sole eccezioni di due extra lombardi, due milanesi e un bresciano. Ragioni di cuore unite a motivi di portafoglio. Un lavoro che dà buoni frutti, visto che del gruppo degli allievi oggi campioni d'Italia un giocatore, Giorgio Piacentini, capocannoniere, se n'era già andato in anticipo, ceduto all'Inter. Fra i rimasti Bonavita è pronto a scommettere su Marco Nichetti (96) , David Flaccadori (96), Claudio Zappa (97), tutti centrocampisti e sul portiere Simone Cortinovis (96). La «cantera» in versione orobica funziona.