L'allarme dell'Fmi: mutui, in fumo mille miliardi di dollari

Avvertimento a Wall Street: "C'é stato un nuovo deterioramento del credito,che si sta muovendo su
altre categorie di prodotto. La crisi non è ancora superata"

Washington - La crisi originata dai mutui subprime Usa potrebbe arrivare a costare globalmente fino a quasi 1.000 miliardi di dollari: servono interventi rapidi e incisivi per attaccare le cause alla base delle attuali turbolenze. L'allarme è del Fondo Monetario Internazionale che, rivolto a Wall Street, avverte: "C'é stato un nuovo deterioramento del credito,che si sta muovendo su altre categorie di prodotto. La crisi non è ancora superata".

Il Global Financial Stability Report del Fondo traccia così un quadro fosco dell'attuale crisi, paragonata a quella giapponese degli anni '90, e lascia la porta aperta a ulteriori possibili svalutazioni e default. Le banche pagheranno il prezzo piu' caro delle turbolenze con svalutazioni comprese fra i 440 e i 510 miliardi di dollari. "Dalla metà dello scorso mese gli istituti americani hanno iniziato a rendere note le loro perdite, le banche europee stanno cominciando solo ora".

Complessivamente, però, le perdite globali, in base ai dati disponibili fino a marzo, rischiano di raggiungere i 945 miliardi di dollari, una cifra quindi più che doppia rispetto ai 400 miliardi stimati lo scorso febbraio dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Junker. Dei quasi mille miliardi di perdite, 565 miliardi sono legate al mercato immobiliare residenziale, 240 miliardi al mercato immobiliare commerciale, mentre le perdite sui prestiti ad aziende e consumatori si attesteranno rispettivamente a 120 e 20 miliardi di dollari.

"C'é stato un collettivo fallimento nel prevedere i rischi sui mercati", osserva il responsabile del Global Financial Stability Report del Fmi, Jamie Caruana, denunciando che lo choc americano dei subprime si sta ampliando con un significativo rallentamento economico. La soluzione della crisi passa per gli interventi delle istituzioni finanziarie e delle autorità politiche e monetarie. La priorità per i governi è quella di avviare misure a tutto campo per "limitare la durata e la gravità della crisi. Azioni volte a ridurre l'incertezza e ripristinare la fiducia devono essere una priorità", sottolinea il Fmi, invitando i governi a tenersi aperti a "tutte le opzioni".