L'allarme del Sisde: a Vicenza anarchici e black bloc stranieri

L’informativa degli 007: il corteo pretesto per azioni contro &quot;simboli dell’imperialismo&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=157440">Oltre 1500 uomini per la sicurezza</a></strong>

Roma - Dice il Sisde: è ampio e articolato «il ventaglio delle ipotesi sui rischi connessi alla manifestazione di Vicenza» da parte «di ambienti eversivi che si raccolgono intorno alle realtà internazionaliste ed antimperialiste». La manifestazione contro l’allargamento della base Nato e i recenti arresti dei neo-brigatisti rappresentano «l’opportunità per porre in essere azioni simbolico-dimostrative contro l’obiettivo “imperialismo”». C’è da aspettarsi, dunque, un po’ di guerriglia metropolitana, qualche affondo contro la polizia, finanche un possibile assalto eclatante a obbiettivi militari. Ma anche di più. Nell’informativa dei servizi segreti non si nasconde la preoccupazione per una ripresa della contrapposizione antagonista contro «il dominio capitalista» e le «servitù militari». Proprio nelle ultime settimane, con una imprevedibile recrudescenza nella propaganda eversiva «criptata», gli 007 hanno avuto più di un riscontro all’intenzione di sfruttare la cassa di risonanza di Vicenza per rilanciare «l’offensiva del movimentismo no war» sul modello e sull’esperienza delle proteste popolari anti-Tav e anti-Mose «finalizzate al boicottaggio delle grandi opere». In questo senso «il corteo viene visto come un nuovo “laboratorio” che assuma il paradigma di lotta dal basso dei “No Tav” in chiave di resistenza popolare».
Le belligeranti intenzioni di chi vorrebbe trasformare Vicenza in un’altra Genova, costringe il Sisde a elaborare numerosissime segnalazioni per poi soffermarsi su quelle che, più di altre, paventano «seri rischi dovuti alla prevista partecipazione di elementi eversivi marxisti-leninisti» vicini alle istanze del centro sociale padovano falcidiato dagli arresti. In particolare, secondo l’informativa, «problemi per l’ordine pubblico potrebbero arrivare da black bloc e squatter» previsti in numero consistente anche dall’estero, nonché dagli appartenenti «al cs Askatasuna di Torino e al Gruppo Anarchico di Rovereto protagonisti dei tafferugli in Val di Susa per la Tav».
Il collante che in queste ore starebbe tenendo uniti i centri sociali vicini all’autonomia e alla galassia anarcoide insurrezionalista, secondo i Servizi, sarebbe «un opuscolo, denominato Fino alla Vittoria, stilato dal Gramigna di Padova insieme al Centro Documentazione Giacca» nel quale si invitano i compagni a una forte «resistenza» contro «la colonia Usa di Vicenza». Interessati all’appello quelle strutture comuniste che ruotano intorno alla rivista Aurora, foglio di riferimento delle Br-Seconda Posizione (comparso per la prima volta a Torino nel 2003) e di quei circuiti internazionali che si battono per l’abolizione del carcere duro per i terroristi. Fra le sigle monitorate dal Sisde emergono i «Comitati proletari per il comunismo del Veneto e della Puglia, e soprattutto il centro proletario Ilic di Milano» fautore, con il Gramigna di Padova, «di un progetto per la costituzione italiana di un Soccorso Rosso internazionale a fianco dei prigionieri politici». Lungo gli stessi binari - scrive ancora l’intelligence interna - merita attenzione la sigla Olga-E «fondata a Milano presso il centro sociale occupato Panetteria dall’ex capo militare delle Brigate Rosse, Maurizio Ferrari».
A destare una certa preoccupazione - continua l’informativa - sono due documenti della rete napoletana Red Link circolate in ambienti eversivi dove si discute della «necessità, per la sinistra antagonista, di sganciarsi da logiche di settori più o meno vicini all’area istituzionale che tendono ad assopire i conflitti con il governo amico». I rapporti dei centri sociali con i rappresentanti istituzionali «amici» all’interno del governo, dunque dei Verdi, di Rifondazione e dei Comunisti italiani, devono cambiare a fronte anche di «una politica imperialista» del governo Prodi «che non arretra a Vicenza come in Afghanistan».
A forza di scavare nel sottobosco del network extraparlamentare, il Sisde ha rintracciato un documento definito «interessante» sulla base americana di Vicenza ribattezzata «culla della guerra rapida e preventiva dell’imperialismo Usa». Il materiale intercettato ha caratteristiche e linguaggi comuni a certi proclami targati Bierre: «L’espressione area europea-mediorientale mediterranea ricalca quell’altra, simile, sull’area europea mediterranea-mediorientale contenuta nel volantino (...) dei Nuclei comunisti combattenti». La diffusione dello scritto è avvenuta anche «nella cosiddetta Realtà di movimento», organismo che coordina gli antagonisti campani in viaggio per il corteo di domani: «Laboratorio Occupato Insurgenzia, Ska, il centro sociale Terra Terra, il Collettivo internazionalista eccetera». Lo smantellamento delle nuove Brigate rosse avrebbe infine prodotto un massiccio ricompattamento dei fronti antimperialisti che avevano ripreso a sintonizzarsi sulla medesima lunghezza d’onda delle Br per il comunismo «che il 25 settembre scorso rivendicarono l’attentato alla caserma della Brigata Folgore di Livorno» e del Fronte Rivoluzionario per il comunismo «che si attribuì la paternità dell’attentato del 18 ottobre a Milano contro la Galileo Avionica».
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it