L'allarme Usa spaventa le Borse

Frenata dopo la crisi dei mutui americani, ma non è un crollo. Contraccolpi su tutte le piazze europee: cali medi intorno al 2%. Milano se la cava con un -1,45%. L'euro è meno forte. Tonfo anche per Wall Street

Milano - Giù tutto: Borse, oro, petrolio ed euro. Tante perdite, ma tutte (in particolare riferendosi alle Borse) contenute entro il 2%, tranne ovviamente Parigi dove la decisione di Bnp Paribas (che perso il 6%) di congelare tre fondi ha provocato un calo del 3 per cento. L’allarme suscitato dalla crisi dei mutui a rischio (e il relativo intervento della Banca centrale europea di cui si parla nella pagina a fronte) ha contagiato tutti i mercati, causando un’ondata di vendite, ma senza suscitare panico: in Europa sono stati bruciati 160 miliardi sommando tutte le piazze. Una cifra rilevante, che segue i ribassi delle settimane scorse, ma che non è un tracollo. A vendere e a riposizionarsi sono stati soprattutto gli hedge fund che con un’ondata di realizzi non hanno condizionato solo le Borse europee e Usa, ma hanno spinto anche al ribasso euro e oro. Pure il petrolio, di fonte alla possibilità che l’economia si prenda una pausa, ha segnato un regresso tornando sotto quota 70 dollari al barile.

Ma facciamo il punto sulla giornata, partendo da Milano, dove il Mibtel ha chiuso in calo dell’1,38% (-1,45% allo S&PMib): a essere penalizzati sono stati il settore bancario, quello del cemento e delle costruzioni, per il timore che i riflessi delle difficoltà sui mutui pesino in maniera consistente sull’edilizia. Londra ha chiuso a meno 1,9% (pesanti gli assicurativi), Francoforte a meno 2,01% (dove hanno perso soprattutto i bancari), Parigi, come detto, ha registrato la perdita più pesante, scendendo del 3%. In ogni caso le Borse europee hanno chiuso in recupero sui minimi della seduta. In mattinata le piazze di Tokio e Hong Kong avevano chiuso in rialzo, alleggerendo la tensione dei giorni precedenti. Anche Wall Street è sembrata risentire della situazione e nel pomeriggio il calo oscillava intorno al punto percentuale, per poi ampliarsi in serata fino a un pesante -2,52% per il Dow Jones e un -2,05% per il Nasdaq. A influire sull’andamento della Borsa americana è stata la notizia riportata sul Wall Street Journal secondo cui un secondo hedge fund di Goldman Sachs sarebbe in difficoltà e starebbe vendendo le proprie posizioni. Nel tardo pomeriggio Goldman arrivava a perdere fino al 5 per cento.

Sul fronte dei cambi si è notato un rafforzamento dello yen sul dollaro, mentre l’euro ha perso terreno scendendo sotto 1,37 contro la moneta americana dopo che mercoledì era vicino alla soglia di 1,38: «In momenti di incertezza il dollaro torna comunque a essere una moneta di riferimento anche per gli hedge - ha fatto notare Mirko Porciatti di Mps - ora ci attendiamo una certa volatilità delle Borse per tutto il mese d’agosto. A settembre potrebbero esserci degli interventi, anche solo verbali, delle banche centrali europea e americana per ridare solidità al mercato». In altri termini, le banche centrali starebbero lasciando ai movimenti di queste settimane il compito di ripulire molte posizioni dopo i massimi raggiunti, per poi valutare le possibilità dei mercati per una ripartenza in autunno. Sempre che nel frattempo ci sia una schiarita sul fronte dei mutui e del settore immobiliare, che potrebbero invece anche appesantirsi ulteriormente.

Infine l’oro, che ha segnato ribassi su tutte le piazze: anche qui è valso di più il peso degli hedge che hanno effettuato realizzi, che il tradizionale ruolo del metallo come bene di rifugio. Oggi la riapertura dei mercati dirà in che misura la crisi dei mutui continuerà ad influire su cambi e Borse sui mercati americano ed europeo: in ogni caso ci possiamo aspettare alcune settimane «vivaci».