L'alleanza Berlusconi-Casini saltata dopo 14 anni

Con rottura tra Pdl e Udc, l'alleanza elettorale di centrodestra si
spezza dopo 14 anni. Ecco una breve storia dalla 'discesa in campo' di
Silvio Berlusconi all'addio di Pierferdinando Casini

Roma - Con rottura tra Pdl e Udc, l'alleanza elettorale di centrodestra si spezza dopo 14 anni. Ecco una breve storia dalla 'discesa in campo' di Berlusconi a oggi.

1994, BERLUSCONI SCENDE IN CAMPO - Nel 1994 Silvio Berlusconi 'scende in campo' alla guida di Forza Italia e di una doppia alleanza, con Lega Nord, Ccd e Unione di Centro (Polo delle libertà) al nord e con Ccd e Alleanza nazionale (Polo del buon governo) al centro-sud. Alle elezioni del 27 marzo l'alleanza vince. Berlusconi diventa presidente del Consiglio, ma prima della fine dell'anno, la Lega fa cadere il governo che passa a Dini. Nel 1995 il Ppi si spacca sulla proposta di Buttiglione di allearsi con il Polo alle amministrative. Gerardo Bianco va verso l'alleanza con il centrosinistra, mentre Buttiglione fonda il Cdu che si allea con il centrodestra.

1996, LA LEGA VA DA SOLA - Nel 1996 si torna a votare per le elezioni politiche. La Lega va per conto suo e ottiene un buon risultato. Il Polo delle libertà viene sconfitto dall'Ulivo di Prodi, anche a causa dei voti ottenuti da Pino Rauti a destra. Comincia una stagione di opposizione. Nel 1998 fallisce la Bicamerale. La situazione si complica per la nascita dell'Udr di Cossiga. Mastella lascia il Ccd di Casini e anche il Cdu si spacca tra Formigoni, che resta nel Polo e Buttiglione che segue Cossiga alla corte di D'Alema, ma dura poco. Il Cdu lascia D'Alema e torna verso il Polo.

2000, TORNA LA LEGA, NASCE LA CDL - Nel 2000 nasce la 'Casa delle liberta'', la nuova alleanza di centrodestra in vista delle elezioni del 2001. Torna la Lega. Le elezioni regionali, vinte dal centrodestra, portano alle dimissioni di D'Alema, sostituito da Amato. Ccd e Cdu raggiungono un accordo per andare insieme alle elezioni con la lista 'Biancofiore'. Nello schieramento entrano anche il Pri di La Malfa e i socialisti di Martelli, De Michelis e Bobo Craxi. Alle elezioni del 2001 il centrodestra vince e Berlusconi torna a Palazzo Chigi. Nel 2002, da Ccd, Cdu e la Democrazia europea di D'Antoni nasce l'Udc. Nel 2005, dopo la sconfitta alle regionali e con l'avvicinarsi delle politiche, cominciano i movimenti. Berlusconi ripropone il partito unico. All'interno dell'Udc aumentano i malumori. I socialisti si spaccano e Bobo Craxi si sposta a sinistra.

2006, BERLUSCONI RIMONTA MA VINCE DI NUOVO PRODI - Nel 2006 si torna a votare. La Cdl, che sembrava staccata, rimonta nel periodo precedente alle elezioni. Nell'alleanza entrano anche Alessandra Mussolini e Tilgher. Il centrosinistra vince per pochi voti e, per effetto del nuovo sistema elettorale, ha una maggioranza netta alla Camera e pochi seggi di vantaggio al Senato. A ottobre Casini definisce 'archiviata' l'esperienza della Cdl. Follini lascia l'Udc e si avvicina al centrosinistra.

2008, NASCE IL PDL, UDC E DESTRA FUORI - A novembre del 2007, dopo il fallimento della 'spallata' al governo Prodi, Berlusconi annuncia che scioglierà Forza Italia in una nuova alleanza di centrodestra per la quale un cosiddetto 'referendum' sceglie il nome di 'Popolo delle liberta''. L'accelerazione della crisi a febbraio 2008. Mastella fa cadere il governo Prodi. Fallito il tentativo Marini per un governo che cambi la legge elettorale, Napolitano scioglie le Camere. Baccini e Tabacci lasciano l'Udc per fondare la 'Rosa bianca' con Pezzotta, Giovanardi per Berlusconi, che annuncia che alle elezioni andrà il Pdl (in cui si sciolgono Forza Italia e An), apparentato al Nord con la Lega. Nel Pdl vanno anche la Mussolini, Dini, forse Mastella. L'Udc chiede di stare nell'alleanza, come la Lega, con il proprio simbolo, ma non lo ottiene. Oggi la decisione di andare alle elezioni da sola, con Casini candidato premier. Da solo andrà anche Storace, con la Santanché candidata a palazzo Chigi.