Lamborghini, l’anti-Fiat che fa accordi con la Fiom

C’è chi, come Fiat, organizzerà il lavoro su un proprio schema di contratto condiviso dai sindacati, Fiom esclusa, e chi - è il caso di Automobili Lamborghini, con sede a Sant’Agata Bolognese e di proprietà Audi - ha invece deciso di continuare con il contratto nazionale dei metalmeccanici. La storica casa emiliana, archiviato un buon 2011 con 1.600 bolidi venduti nel mondo, procede dunque controcorrente rispetto al Lingotto. «Comprendiamo l’iniziativa torinese - spiega il numero uno Stephan Winkelmann - ma siamo per un contratto metalmeccanico unitario sottoscritto da tutte le parti interessate. Anche per noi la flessibilità è importante, ma il nostro obiettivo strategico è la leadership sulla qualità, non solo sui costi. I due livelli di contrattazione, a nostro avviso, consentono di introdurre i necessari meccanismi di flessibilità senza dover ricorrere a un contratto separato». Lamborghini, oltre a non seguire la scia Fiat, a differenza del gruppo di Torino riesce a dialogare con la Fiom. «C’è un dialogo costruttivo - commenta Winkelmann - tant’è che con questo sindacato, proprio nel momento in cui Fiat decideva di staccarsi da Confindustria, abbiamo siglato un’intesa. È stato un segnale di buona volontà. È nostro interesse, infatti, mantenere con i dipendenti un rapporto di fiducia a lungo termine. Non è nostro costume creare rapporti di lavoro che termini con l’uscita dalla fabbrica. Rappresentando la Fiom la maggioranza della forza lavoro di Lamborghini, è logico che questa sigla sia il principale interlocutore dell’azienda».
La casa fondata da Ferruccio Lamborghini e rilevata dalla tedesca Audi nel 1998 dopo vari passaggi di proprietà e un periodo di amministrazione controllata, tra il 1978 e il 1980, nelle relazioni con i dipendenti si ispira al modello Volkswagen-Audi. «Lo scorso febbraio - ricorda il presidente e amministratore delegato - abbiamo sottoscritto con le parti sindacali un protocollo che sancisce l’applicazione della Carta dei diritti dei lavoratori del gruppo Volkswagen, nel rispetto dei vincoli del sistema giuslavoristico italiano e secondo le specifiche esigenze delle nostra realtà. E nel 2011, a fronte di un progetto interno di ammodernamento del sistema gestionale dell’azienda, che ha richiesto un grande sforzo a tutti i dipendenti, abbiamo riconosciuto a tutti un premio speciale, ma lo abbiamo condiviso e concordato con i sindacati. Non è stata una mossa unilaterale dell’azienda».
Ma per Automobili Lamborghini c’è la possibilità dello spostamento della sede in Germania? «Niente di tutto questo - risponde Winkelmann - Lamborghini è italiana e resterà in Emilia Romagna. Nel mondo del lusso e delle automobili super sportive le radici sono fondamentali. Gli appassionati vogliono toccare la storia con mano. Ci sono 20mila persone che ogni anno ci fanno visita».