Lambro, gli ecoterroristi accusati di disastro ambientale

I danni al fiume Lambro, dopo la fuoriuscita di gasolio e olii combustibili, sembrano ancora più grossi di quanto stimato all’inizio: si è perfino ipotizzato il blocco per tre settimane del depuratore di Monza, che ha trattenuto il 70 per cento degli idrocarburi. In tal caso le fogne sarebbero state dirottate nel fiume, già in sofferenza. Mentre è caccia agli ecoterroristi, la Procura di Monza apre un’inchiesta per disastro ambientale e avvelenamento delle acque. E il presidente Formigoni chiede lo stato di emergenza per affrontare al meglio le operazioni di salvataggi del fiume. Dalla Regione arriva un’ordinanza per recuperare il petrolio dalle acque: lo stoccaggio spetterà a una raffineria dell’Eni vicino a Pavia.
Il Comune di Milano invece, pur non avendo competenze in materia, ha tassativamente vietato l’utilizzo delle acque del fiume e delle rogge per qualsiasi uso. Ieri si è tenuto il vertice in prefettura per coordinare i lavori. Al momento non risulta nessun pericolo ambientale.