L'America latina esulta, Chavez tace

La liberazione della Betancourt è stata accolta con sollievo e soddisfazione dai principali capi di
Stato e di governo dell'America Latina, con la ben visibile assenza del
presidente venezuelano Hugo Chavez, che, malgrado il suo ruolo di
mediatore in precedenti liberazioni, non ha fatto alcun commento

Bogotà - La liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 14 ostaggi in mano alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) è stata accolta con sollievo e soddisfazione dai principali capi di Stato e di governo dell'America Latina, con la ben visibile assenza del presidente venezuelano Hugo Chavez, che, malgrado il suo ruolo di mediatore in precedenti liberazioni, non ha fatto alcun commento.

A Brasilia, il governo ha emesso una dichiarazione nella quale si esprime da parte del presidente Luis Ignacio Lula Da Silva la "soddisfazione per questa notizia che era così attesa dalla comunità internazionale" così come "la speranza che questo sia un passo importante verso la liberazione di tutti i sequestrati e la riconciliazione di tutti i colombiani".

La presidente argentina, Cristian Fernandez de Kirchner, ha detto che la liberazione degli ostaggi rappresenta "una vittoria della vita e della libertà" e ha ricordato il suo "impegno per questa causa" -giacché, insieme al marito e predecessore Nestor Kirchner, aveva partecipato alla frustrata mediazione sponsorizzata da Chavez- inviando un saluto affettuoso alla madre di Ingrid Betancourt, Yolanda Pulecio.

Il governo ecuadoriano, in crisi con la Colombia dopo l'attacco colombiano ad una base delle Farc in territorio dell'Ecuador lo scorso 1° marzo, ha espresso la sua soddisfazione per la liberazione degli ostaggi in un comunicato del ministero degli Esteri nel quale, inoltre, "condanna senza equivoci i metodi illegali usati dalle Farc ed altri gruppi armati irregolari". Anche così, però, il ministro ecuadoriano della Difesa, Xavier Ponce, ha lamentato che la liberazione di Betancourt e degli altri ostaggi sia avvenuta attraverso un'operazione militare: "é un peccato che non sia successa nel quadro di un processo di pace, perché è quello che il mondo sta aspettando", ha commentato.

Il presidente boliviano, Evo Morales -che ha avuto anche lui dissapori con il governo di Alvaro Uribe- si è congratulato per la liberazione degli ostaggi, che ha definito un fatto "importantissimo per la ricerca della pace" ed ha inviato un messaggio alle Farc: "non siamo più ai tempi della lotta armata, bensì delle lotte democratiche per la liberazione dei nostri popoli".

La presidente cilena, Michelle Bachelet, ha detto che l'operazione militare che ha ridato la libertà ai sequestrati dalle Farc costituisce "un successo della democrazia, della pace e della libertà", aggiungendo che aveva parlato al telefono con Uribe "e gli ho trasmesso personalmente le congratulazioni del governo del mio paese". In quanto al segretario dell'Organizzazione degli stati Americani (Osa), José Miguel Insulza, si è felicitato con il governo di Bogotà "per la perfezione dell'operazione di intelligence che ha portato, senza violenze, alla liberazione di 15 persone".